In attesa di cimentarmi con il vento e le onde (arditi progetti sono a calendario 2016!), Sabato scorso mi sono messo alla prova con un cartopping di Mira, ..in solitario . Operazione per nulla scontata in quanto la barchetta che è lunga 4,75m, pesa circa 65 Kg.
Per l'occasione collaudo il Levitator2 cioè il sistema di carico sul Doblò, evoluzione della prima versione "a gradini" usata l'anno scorso. Ebbene, è stato un successo, non ostante sia ancora migliorabile.
Domenica 6 Marzo. Oggi nessun dubbio... gita! La neve fresca caduta ieri copiosa dall'alba anche in centro a Torino ci fa troppo gola, ma anche paura: optiamo per le Valli di Lanzo, di Viù per la precisione, su un itinerario docile e privo di rischi: arva, pala e sonda sempre comunque a portata, e occhi ben aperti.
Già già alla vigilia Emanuele come del resto io e Silvia siamo eccitati all'idea... bene, sempre un ottimo
Finalmente ho montato i pochi spezzoni girati la scorsa primavera durante il varo (al Lago di Viverone) e durante l'estate (sul Lago di Como). Riprese a bordo fatte da me medesimo e quelle dalla spiaggia dal fratello Johnny.
Bei ricordi su una piccola grande barca, classe Goat Island Skiff, progetto Michael Storer per autocostruzione in compensato.
I sentieri della collina diventano speciali se coperti da un dito di neve. Sabato raggiungo Superga con il 600 nella gelata mattutina. Forse per l'emozione di sentire la neve che scrocchia sotto alle scarpe, perdo la retta via (il 27) e mi trovo verso San Mauro, sullo sconosciuto 60a. Non male dopotutto ma presto mi ritrovo sull'asfalto (60a traditore!) per cui torno sui miei passi e su altri sentieri un po'stile giungla fino al familiare 27. Concludo in bellezza percorrendo il lungopo fino a Ponte sassi. Totale 2h 04'. Le gambe girano che è un piacere.
Domenica di gran pioggia a Torino e finalmente un po' di neve in montagna. L'indomani ci schieriamo tutti e quattro a Valtournenche in compagnia degli amici Alberto, Simone e Luciano. Oggi pista, ma anche qualche breve fuoripista a bordo pista. Falsa partenza per Silvia che si torce malamente il ginocchio destro ad inizio giornata. Ma è una dura e pure incosciente e dunque ci scia sopra tutto il giorno..
La compagnia è ottima e i ragazzi vanno che è un piacere. Io sempre più appassionato al mio telemark che di anno in anno riesco a godermi sempre di più. Come tradizione arrivo a fine giornata con le gambe imballate. Infine il tempo si guasta e sugli ultimi pendii arriva qualche fiocco di neve. Tutto bene.
Corsa mattutina in compagnia di Alberto, con partenza da Sassi. Per la prima volta, tra i rami e le foglie scorgiamo la carcassa della vecchia FIAT 600 che, precipitata lì in chissà quando e chissà in che circostanza, dà il nome al sentiero. Dapprima ripido e scivoloso lungo gli stretti tornanti argillosi del "cavatappi", poi via via più corribile, fino alla solare e veloce schiena che si congiunge alla panoramica. Sbuchiamo a Superga in 1h1', finalmente fuori dalla cappa di polvere che grava su Torino in questo autunno surreale
La discesa la facciamo per il 29, che obbliga ad un gran finale in pianura nel parco del Meisino., tratto che trovo sempre molto allenante.
Buone le sensazioni se confrontate con la simile uscita di domenica scorsa (salita per 26 e discesa per 29).
Un ringraziamento particolare ai SassiBikers (e a tutte le altre eventuali associazioni/privati) che ormai da anni, con grande costanza e passione si prendono cura della manutenzione di questi sentieri, vera risorsa per i Torinesi in cerca di ossigeno.
Sempre bello esserci, lassù a Livigno, in fondo alla conca. Pur senza allenamento, senza neve, senza un po' di tempo per guardarsi attorno, per permettere ai polmoni di assorbire del tutto quell'aria che -qui a 1800 m. e arrivando dalla pianura- è pur sempre rarefatta.
Domenica mattina: la pista è il minimo sindacale ma pur sempre un mezzo miracolo dell'organizzazione data quest'anno la totale assenza di neve, freddo e qualsiasi possibile perturbazione da più di due mesi ormai: un anello da 6 Km, peraltro perfettamente preparato, si snoda sul pascolo di fondo valle. Bisogna percorrerlo 4 volte, per un totale di 24 Km.
Ieri sera in albergo ho sciolinato di nuovo, dopo tanto tempo con base stick a caldo e alcune mani di stick multigrade 0 -2°C secondo il consiglio di Pierino Confortola. Stamane una bella colazione e mi schiero alla partenza, non senza aver assistito (e filmato) la partenza delle categorie elite donne e elite uomini. La mia strategia prevede una partenza nell'ultimo gruppo (quest'anno scelta volontaria) per poi fare una gara costante e cauta, cercando solo di distendere il passo. Così avviene. Nel secondo giro vado un po' in crisi respiratoria (prevedibile..) ma mi riprendo presto e senza troppi problemi arrivo in fondo.
Tutto molto godibile. Chiudo in 1h35'44", al 505° posto e circa all' 80% della classifica, con i parziali mi danno in leggera perdita ad ogni giro. Ma quest'anno più di così non mi era concesso di fare. Segue consueto pasta party con premiazione.