Martedì 27-5.
Questo viaggio si divide in due parti: la prima, scendere la costa verso l'Argentario, la seconda, girovagare tra isole e calette dell'arcipelago. Per la prima parte è necessario percorrere miglia e infatti oggi siamo determinati a raggiungere Talamone, situato ad una ventina di miglia di distanza. Sveglia puntata e partenza anticipata dunque.
Viaggiamo bene con una bella brezza di terra e già facciamo qualche buon miglio. Ci attendiamo quindi un po' di bonaccia ed il cambio con in vento da Ovest. Speriamo solo che la bonaccia duri poco... Siamo fortunati, ma non troppo. Il vento entra, ma è di prua e non troppo forte. Va bene: ci muoviamo a 2-3 nodi e facciamo progressi. Incrociamo un branco di delfini che viaggiano in senso opposto.
Il momento più difficile è il superamento della foce del fiume Ombrone: il cielo si copre, l'acqua diventa verde, non ostante siamo a circa mezzo miglio dalla costa, c'è onda ripida e noiosa e sotto abbiamo solo 4-5 metri d'acqua! Sebbene il vento rinforza Isfuglen si muove piano e male per via della forte corrente contraria. Che fatica! Alla fine la foce dell'Ombrone è al traverso e Isfuglen accelera verso la meta. Scorgiamo sottovento Cala Forno, l'unico ridosso possibile in questo tratto di costa che ora è tutta di rocce.
Arriviamo a Talamone con una mano di terzaroli. L'ingresso in porto ci rende perplessi: silenzio radio,