mercoledì 9 luglio 2014

Di Cedro Rosso, legni duri, e una barca invisibile

[trovato l'introvabile..]
 I lavori per la costruzione del GIS sono proseguiti senza sosta durante tutto il weekend. Ho dedicato il Sabato alla ricerca dei legni  indispensabili per poter andare avanti col progetto. 
Quando ormai mi ero rassegnato a ripiegare sul comune Pino Finlandese, ecco  materializzarsi il mitico, introvabile, inafferrabile Western Red Cedar o Cedro rosso americano, legno che per le sue caratteristiche di leggerezza e resistenza all'acqua è (dicono) il massimo per le parti che non richiedono grosse doti strutturali, ove invece il progetto chiama il più resistente (ma pesante) Pino di Douglas. Dopo aver telefonato a tutti i Briko, Brikoman, e Fai Da Te (che non lo tengono) e poi alle varie segherie del Piemonte e della Brianza (che ce l'hanno ma te ne vendono minimo per farci una casa), lo trovo da Il Guercio a Orbassano, una rimanenza fuori catalogo ..in svendita! Esco felice dal negozio con 8 travi da 40x90 (sezione troppo spessa!) e lunghe quasi 3 m, e mi lancio alla ricerca di un falegname in grado di sezionarmeli in lunghezza. Lo trovo, lo raggiungo e gliele consegno sperando che faccia il lavoro in settimana. Nei miei giri ho modo di trovare anche i listelli di vari legni duri, con cui andranno realizzati tutte le parti più soggette a colpi ed usura: le falchette, i rinforzi sotto al fondo, pezzi del timone e della deriva: quando sarà il momento potrò decidere se farli in Teak, Rovere, Mogano, Noce o altre essenze (Tuttolegno)! Alla fine della giornata mi accorgo che parlo di essenze del legno come se fossi un esperto.
[Il Cedro Rosso dell'Ovest ed io]
Domenica invece riprende il lavoro di tracciatura sull'Okumè -i cui pannelli occupano ormai stabilmente il soggiorno- e i conseguenti tagli con seghetto alternativo in cortile. Prendono forma uno dopo l'altro i quattro frame interni dello scafo, lo specchio di poppa, il ponte di prua e la panca di poppa, i lati della scassa della deriva. Le operazioni di taglio sono rese complesse dai continui acquazzoni intervallati da momenti di sereno che mi costringono a smontare e rimontare la mia "stazione di taglio", che pur rasentando la perfezione, risulta esposta alle intemperie. Alla fine della giornata mi accorgo di avere, sparsi per per il soggiorno, tutti i pezzi di uno scafo. Ebbene si, c'è una barca, anche se non si vede!

[la Pialletta Stanley, una rivelazione]
[Ema e Simo durante una simulazione di assemblaggio]

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
.