mercoledì 31 dicembre 2008

Attività di fine 2008

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Enrico, Silvia, Carola, Emanuele.

Con: Zia Giulia, Zio Stefano, le cuginette Margherita, Bianca, Elisabetta, i nonni Franco e Maria Luisa e con la partecipazione straordinaria di... zio Joe.

Le peripezie natalizie ci portano per 5 giorni nella Ca'PeterPan, in un angolo del freddo e nevoso canton Ticino, ospiti "delle cuginette". Si registano le seguenti attività, testimoniate dalle relative foto:

Sci da discesa: Silvia, Stefano, Bianca, Elisabetta, Carola, Emanuele.
Snowboard: Margherita (gara con podio: 1a classificata!).
Sci fondo: Enrico, Stefano, Silvia, Franco.
Slittino: Elisabetta, Enrico, Carola
Artistico su ghiaccio: Maria Luisa
Racchette da neve: Giulia



Bianca in gara di fine corso


Nonna Maria Luisa, tenta un triplo tolup su una lastra di ghiaccio e visita l'ospedale di Bellinzona.
[clicca qui per vedere le immagini esclusive dell'incidente!!!]


Carola, in gara di fine corso


Carola: medaglia di partecipazione e rito del lancio dei palloncini

Nonno Franco in azione


Elisabetta al violino


Bianca al violino

cugine

domenica 21 dicembre 2008

Uuuuna splendida giornata...

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Silvia, Enrico, Natalia, Alberto, Claudia, Massimo, Gianfranco, ecc. ecc. nonchè svariati istruttori della scuola di scialpinismo del CAI UGET Torino.

Giornatona (dalle 9:30 alle 17.00) su e giù per le piste di sci di Bardonecchia. Dopo le nevicate dei giorni scorsi, oggi soffia vento di fohn, quasi il sole scotta...

Per una volta siamo tutti senza bambini, preventivamente parcheggiati dai vari nonni grazie anche a manovre logistiche piuttosto complesse.

Sciamo dall'apertura alla chiusura degli imipianti e alla fine qualcuno (io) ha anche male alle gambe.























domenica 14 dicembre 2008

Sgambeda!

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Se il 2007 è stata l'edizione del grande freddo, quest'anno è stata la volta della molta, molta, ma molta neve.

Venerdì 12. Viaggio in auto alla volta di Livigno sotto ad una incessante pioggia. A Bormio diventa nevicata e, montate le catene, risalgo il passo del Foscagno in un ambiente surreale: nel buio della sera i fiocchi che cadono, il fondo stradale, i bordi, gli abeti...tutto è inesorabilmente e appiccicosamente bianco.

Passata la dogana e il desolato e ventoso paese di Trepalle, scendo finalmente su Livigno (urk..un testa-coda per fortuna senza conseguenze!) e trovo il bel garnì che ho prenotato. Notte ristoratrice ma non troppo: un rumore rabbioso e una forte vibrazione mi svegliano nella notte...penso ad una grossa slavina e al conseguente spostamento d'aria, e mi riaddormento...macchè: al mattino, gran vociare in albergo...Livigno non si smentisce: è stato terremoto, magnetudo 3.3!

Sabato 13. Nevica. C'è una quantità di neve incredibile, il paese è sommerso: 170 cm. Sui tetti, sulle auto, sui camion, spinta in mucchi altissimi...non sanno più dove metterla.

Ritirando il pettorale all'ufficio gare incontro il simpatico Luca (vedere foto), già compagno in diverse gare con gli skiroll: sciamo 20Km lenti per prendere confidenza con il percorso di gara e abituarci un po' alla quota. La pista è soffice, difficile sciarci sopra in maniera efficace: bisogna saper galleggiare. Sembra panna montata ...domani la grande scorpacciata!

Domenica 14. Tempo coperto, grigio. Zona partenza: ci si ritrova, si fa il riscaldamento, si scherza. Luca -serissimo- impegna gli addetti del controllo anti-doping pretendendo certezze sul fatto di non essere squalificato al traguardo, essendo intenzionato in gara ad assumere l'Enervitene che tiene in mano...
Siamo quasi 1000, schierati nei cancelli: Ore 11...lo sparo. Parto tranquillo con l'intento di distribuire bene le energie sui 40Km: alla partenza non c'è neanche troppa ressa. Trovo presto un buon ritmo (164 puls.), faticando un po' nella parte alta dell'anello. Bene nelle discese. Fine del primo giro.

Inizio il secondo giro ancora in forze. Alla prima discesa utile, mi butto in picchiata e mi accingo a bere dalla boraccia un po' di acqua con sali, che mi ero preparato per preservarmi dai crampi. Faccio per bere, ma non succede niente: il liquido è gelato: allora comprimo la boraccia tra il fianco e il braccio nel tentativo -vano- di smuovere un po' della preziosa bevanda: risultato si slaccia la fascia cardio! (che da questo momento inizierà a camminare dentro alla tuta..) Guardo d'istinto il Polar al polso...segna zero-zero. Sono morto, penso. No..non è così grave. I crampi non mi hanno mai bloccato, del cardio ne faccio a meno...

Così avanti, cercando solo di sciare bene, fino al traguardo. 2h18' che vale il 307° posto assoluto.

Sono soddisfatto anche se il vincitore, Marco Cattaneo, ci ha messo 1h34'!

Di "sgambate" ne no fatte 3: questa è la migliore. Un buon inizio di stagione...

martedì 9 dicembre 2008

La Sgambeda, i propositi della vigilia

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Domenica prossima, la prima gara: Livigno. Valle lontana e dal fascino unico: per arrivare fin lassù, bisogna scendere con la macchina lungo i tornanti del passo del Foscagno (provare per credere...) e sprofondare nella conca, in inverno freddissima. L'anno scorso ci arrivai verso sera: i monti attorno luminosi per la luce radente, e giù nella conca già scuro...guidavo, e di fianco sulla strada uno snowboarder cavalcava la neve fresca per rientrare...
La gara:
Tecnica Libera, 42Km su un anello di 21 da fare 2 volte.
In genere fa freddissimo: nel 2007 erano -26°C al mattino e -18°C alla partenza.
La neve, pochissimo trasformata è in genere molto asciutta e lenta.
Dislivello: circa 600 m. (somma dei dislivelli positivi)
Quota di partenza: 1800 m.
Partecipanti: circa 1000

L'anno scorso fu una bella esperienza, ma dal lato agonistico fu un fiasco, per le seguenti ragioni:

1) arrivai la sera prima della gara, senza avere il tempo di abituarmi alla quota: ero veramente senza fiato anzi, senza ossigeno!
2) partenza troppo forte: mi sopravvalutai e pagai con gli interessi dopo la prima mezz'ora.
3) a 7 km dal traguardo, caddi in discesa e ruppi un bastone, accumulando un ritardo enorme.
Totale: 496° in 3h06'.

Quest'anno spero di far fruttare l'esperienza maturata:

- acclimatamento il sabato,
- partenza pacata, per dar tempo di scaldare il motore,
- concentrarsi sulla tecnica, piuttosto che sull'acceleratore.

Mi sbilancio? Sarebbe un bel risultato finire con un tempo sotto a 1,5 volte il tempo del vincitore. Vorrebbe dire più o meno stare entro il 300° posto.

giovedì 4 dicembre 2008

Rispolveriamo la tecnica: skating

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Al contrario di altri sport "aerobici" (corsa, bici) lo sci di fondo è uno sport ad alta componente tecnica. Questo significa che nel tempo un un allenamento mirato solo alla forza, restenza e alle capacità aerobiche ma che sottovaluti la tecnica, non paga.
Questo bel video, che mostra la "pattinata libera" ovvero senza bastoni, aiuta a focalizzare gli automatismi necessari. A noi metterli in pratica durante prossima uscita sulla neve.

I principi di base:
- appoggiare lo sci piatto e bilanciare sopra il peso del corpo,
- avanzare con la gamba il posizione flessa, per poi distenderla nella spinta,
- ottenere un ottimo equilibrio su ognuno dei due sci.

I possibili errori (ed esercizi per correggerli):
- Non usre le braccia per equilibrarsi
- Tenere le gambe flesse e statiche
- Tenere il peso arretrato sulle code
- Torcere il piede in fase di spinta
- Tenere gli sci troppo divaricati e baricentro centrale
- Spingere più con una gamba che con l'altra.




In rosso, il mio personale punto debole (gamba destra spinge leggermante di più della sinistra)....
E il vostro???

domenica 30 novembre 2008

Preparazione alle granfondo (con gli sci)

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Le nevicate di questi giorni danno un po’ di concretezza alla stagione che sta per incominciare. Quasi tutte le gare che mi sono proposto sono delle cosidette “granfondo”, cioè gare lunghe, per lo più superiori ai 40 Km di lunghezza, in entrambe le tecniche classica (TC) e Libera (TL), quest’ultima che contempla anche i passi di pattinaggio.

Le gare di granfondo sono gare internazionali, appannaggio degli atleti d’elite delle varie squadre "lunghe distanze" e qualche volta degli atleti della coppa del mondo (a patto che non ci siano gare in concomitanza). Inoltre l’iscrizione è libera a chiunque sia iscritto ad una delle varie federazioni nazionali. Di fatto, il livello dei partecipanti è il più vario: i primi sono ai vertici mondiali spesso contesi dalle televisioni, poi gli ex-atleti, poi gli amatori di ogni livello.

In qualsiasi modo andranno le cose quest’anno, questa è stata la mia preparazione (in parte ancora da eseguire):

Ho diviso il lavoro in due parti “sovrapposte”: una muscolare (forza e resistenza in palestra, stretching ), e una cardio (capacità, resistenza e potenza aerobica e capacità anaerobiche) cercando di lavorare anche sulla tecnica.

Parte 1 muscolare (1 o 2 sedute di palestra/settimana):
Settembre: Preparazione (serie da 20 - 12 rip.)
Ottobre e Nov: Forza (serie da 10 – 3 rip)
Dic e Genn: Resistenza (serie in circuito)
Nota: no esercizi per le gambe: solo braccia e parte alta.

Parte 2 cardio (corsa, skiroll, roller, bici, sci):
Settembre: CA, PA, RA
Ottobre: RA e CAN
Novembre: PA, CA
Dicembre: CA, RA
Gennaio: CA e lavori misti di richiamo
Nota: CA=capacità aerobica; PA=potenza aerobica; RA=resistenza aerobica; CAN=capacità anaerobiche varie.

Obiettivo desiderato (e non sempre rispettato): volume settimanale da Lunedì a Venerdì (somma tempi parte 1 e parte 2) = 6ore 30min.

Il tutto dovrebbe permettermi di arrivare alla Marcialonga (fine gennaio) al top delle mie possibilità attuali per poi mantenere il più possibile la forma fino alla Engadiskimarathon (inizio marzo).

Obiettivo finale: tornare al livello anni 2000-2002, cioè gli anni in cui ho conseguito i risultati migliori.…….son curioso di vedere come va a finire.

sabato 29 novembre 2008

Val Troncea: incontro con la lepre

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Stamattina parto da solo e di buon ora da casa, deciso a sfruttare questa finestra di bel tempo tra due perturbazioni: ieri infatti ha nevicato molto e per stasera è previsto l’arrivo di altra neve. E' importante mettere nelle gambe qualche chilometro sugli sci se non voglio soccombere alla Sgambeda, prima gara di stagione, tra due domeniche.

Al mio arrivo (10.30) l’aria è a -7°. L’ambiente è eccezionale: gli abeti sono carichi di neve e tutto luccica per il riflesso del sole. Ogni tanto i rami lasciano cadere d’improvviso la neve accumulata, creando una cascata di cristalli. Inspiegabilmente c’è pochissima gente.

Pattino su una neve molto soffice (ovviamente non trasformata) e dunque “difficile” da gestire: bisogna essere molto progressivi nelle spinte di braccia e gambe per non “sfondare” la neve e perdere potenza. Molto didattico (praticamente l’opposto dello skiroll). Giro un po’ nella parte bassa del tracciato, poi mi porto su per la Val Troncea, tutto in “doppia spinta".

La pista scorre lenta in salita sotto agli sci, fino al giro di boa: si attraversa il torrente su di un ponte (sommerso dalla neve) e si incomincia a scendere veloci verso valle. Qui avviene l’incontro: sto sciando in discesa all’ombra sulla pista intonsa (solo uno sciatore è passato prima di me, ne vedo le tracce), e pattino in posizione raccolta, cercando di scivolare il più lungo possibile…qualcosa scatta alla mia destra…è una grossa lepre grigia, bellissima…procede in direzione parallela alla mia, alla stassa velocità, sarà distante 4 metri…si muove a balzi, velocissima, e ad ogni balzo sprofonda tutta nella neve per subito riemergere. Se tiene questa direzione vuol dire che non vuole scappare... no anzi...sto sciando CON la lepre! Poi d’improvviso accelera, si porta davanti a me, sale sulla pista battuta, taglia a sinistra e scompare tra gli abeti. Mi fermo incredulo e mi guardo intorno. Ci sono solo io.

venerdì 21 novembre 2008

Corsa "pendolare"

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Tempo fa, leggevo di questo tipo di allenamento. L'ho praticato diverse volte: l'ultima pochi giorni fa. Vorrei sapere il vs. parere in merito.
In cosa consiste in pratica? all'interno di una seduta di corsa ad es. a ritmo medio, per il quale è definita un intervallo di frequenza cardiaca di 142 - 155 (è un esempio), si corre a 142 battiti e lentamente si aumenta la velocità (e quindi la frequenza) fino ad arrivare a 155 (inizia a suonare l'allarme impostato sul cardio), quindi si diminuisce il ritmo lentamente fino a ritornare 142 (risuona il cardio)... a questo punto si accelera nuovamente e così via, fino alla fine dell'allenamento. L'accelerazione e la decelerazione devono essere modeste, così da far durare ogni ciclo svariati minuti.
La stessa cosa può essere fatta facendo un lento o un veloce.

Vantaggi: servirebbe a far lavorare il cuore a tutti i ritmi possibili; rende più efficace la seduta di allenamento. Secondo voi è vero?
Qual'è la vs. esperienza?

domenica 16 novembre 2008

Saluto alla neve

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Tempo bellissimo e prima neve d'autunno.

Mentre Silvia fa la prima sci-alpinistica della stagione, Carola, Emanuele e il sottoscritto "operano"in Val Troncea.

Colle del Nel (2569 m.).

Partenza da Ciapili (1667 m.), poco oltre Ceresole Reale. La compagnia, formata in tutto da 5 sciatori, intende raggiungere la vetta della Costiera dell'Uja, ma per cause ancora da accertare (ufficialmente un guasto alla bussola), viene invece raggiunto il prestigiosissimo Colle del Nel, passando per il Rif. Jervis. Degne di nota, le condizioni eccezionali della neve (polvere) e la carica umana del gruppo.
[trascrizione dello stringato racconto fatto al rientro da Silvia]

Pista di fondo di Pragelato.

A dir la verità, mi illudo di trovare un modo di parcheggiare i 2 nani e farmi un'oretta di passo alternato in solitudine, sul filo della soglia aerobica...

Invece, tra l'entusiasmo di Carola e la strenua opposizione di Ema, affittiamo 2 paia di sci da fondo e ci avviamo tutti e tre pian piano su per la valle. Per fortuna prevale l'entusiasmo e riesco a farli sciare per un ora esatta, compreso un inebriante ritorno a valle in discesa. In totale copriamo la folle distanza di 2 Km...

Segue uno stage di bob (con spettacolari ribaltamenti) e una nuovo teatrino di Ema all'affittasci: non vuol infatti restituire l'attrezzatura... Il titolare del negozio, il gentilissimo Sig. Lello, colpito da tanta determinazione (leggi capriccio) gli regala pure un fantastico berretto di pile. E uno ovviamente anche a Carola.

martedì 11 novembre 2008

Intermezzo fiacco...

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Ahimè, periodo di fiacca nella preparazione per lo sci: concomitanza di trasferte lavorative, picchi di lavoro, demotivazione latente, e per finire...la comparsa di un dolore puntuale e insistente localizzato esattamente sotto al tallone sinistro... non mi stanno aiutando.

In compenso, qualche foto della Poli, dagli ultimi finesettimana...



















giovedì 30 ottobre 2008

Come spiegare ai figli perchè tu corri sempre e non vinci mai

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Una mia amica (polisportiva) mi manda questo. Leggete a vostro figlio la favola, poi chiedetegli di rappresentarla con un disegno....

Favola dei caprioli corridori

Nel Bosco di Olimpia vivevano dieci caprioli,che per spirito olimpico si sfidavano spesso in gare di corsa.
Il capriolo Déciolo,arrivava quasi sempre ultimo,per cui un bel giorno
comunicò ai suoi amici che si era stufato e non avrebbe corso più.

Gli altri caprioli scrollarono la groppa ridacchiando,tranne quello che si chiamava Nònolo,che diventò improvvisamente triste: infatti da quel giorno cominciò ad arrivare spesso ultimo lui. Finchè decise di seguire l'esempio dell'amico,
e si ritirò a brucare l'erba in una radura.

Nelle corse che seguirono ecco che il capriolo Ottolo divenne quello che perdeva più corse. Si ritirò anche lui, e in seguito, uno dopo l'altro la stessa sorte toccò a
Séttolo, Séisolo, Cìnquilo, Quàttrolo, Tèrzolo e Secòndolo.

Il capriolo Prìmolo, rimasto solo a correre, per qualche tempo fu contentissimo e si pavoneggiava, proprio come un pavone, perchè affrontava le corse senza nemmeno più allenarsi, senza seguire nessuna dieta, e senza ansia. Ma dopo qualche tempo si accorse che era rimasto anche senza contentezza.

Dopo averci pensato su per qualche giorno prese una gran decisione, e convocò nel bel mezzo del bosco tutti gli altri caprioli. Salì su di un tronco rinsecchito e parlò così:
"Amici miei, vi prego, tornate a correre con me! Mi sono accorto che per avere una gara occorrono anche quelli che arrivano ultimi, e i penultimi, e i terzultimi e così via. Non esiste nessuna gara dove tutti arrivano primi, nemmeno ad Olimpia!

E vi dirò di più, a rigor di logica bisognerebbe assegnare i premi cominciando dal fondo, perchè ci vuole più coraggio e spirito sportivo a gareggiare sapendo già di non poter vincere!"
Tutti i caprioli applaudirono battendo gli zoccoletti e gridando "Hip hip urrah" e tutti ricominciarono a correre allegramente senza più curarsi affatto del piazzamento.

domenica 26 ottobre 2008

Skiroll: gara di Lesa...con coppa!

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Enrico

Lesa. Tranquillo paesino sulla sponda del Lago Maggiore, Giornata autunnale, ma con temperatura ancora estiva. Alle 9 ci troviamo nello spiazzo subito dietro alla spiaggia a provare il percorso. Quest’anno non siamo in molti, a causa di un’altra gara di skiroll a Lecco. Questo spiegherà poi la classifica…

Il percorso prevede 2 Km velocissimi e tortuosi attraverso le case del paese, poi l’imbocco della strada che con alcuni tornanti sale fino alla fraz. Di Calogna. Totale 8,5 Km per 350m di dislivello.

Questa la mia cronaca:
Ore 10: Tre, due, uno, partiti! Tratto in piano velocissimo…si assestano le posizioni …davanti a me ne conto 6. Decido presto di passare il concorrente che mi precede, ma l’operazione non mi riesce: provo a dx..non trovo lo spazio…poi a sx, niente...nel frattempo la stradina (che è chiusa ai lati da due muri) sbocca sulla statale (lungo il lago) per un tratto in discesa: sono affiancato al concorrente: il percorso si infila nuovamente tra le case con due curve a S nei pressi di una chiesa: il momento è delicatissimo: voliamo affiancati …io continuo a ripetergli “occhio a sinistra, occhio a sinistra, …”. Nella curva sfioro il marciapiede, poi -con la coda dell’occhio- vedo sopraggiungere Enrico C. all’estrema destra… doppia curva, in tre ..affiancati! Non c’è spazio..vado in collisione col concorrente alla mia destra, sento Enrico che dice qualcosa…alla fine, siamo miracolati e nessuno si fa male (qualche santo ha interceduto)…dei tre, riesco a passare per primo, dunque in sesta posizione.

Ancora tra le case, raggiungo un altro concorrente nei pressi di un riporto di porfido, poi lo supero infilandomi così sotto al cavalcavia della ferrovia. Questo punto rappresenta la fine del tratto in piano e inizio della salita. Quinta posizione.

Trovo un buon ritmo col passo doppio. Il cardio è alto ma nei limiti (174 , 176.). Molto lentamente mi porto sotto al concorrente che mi precede sempre spingendo in doppio. Dopo un tornante, sfruttando un punto di asfalto molto buono, lo supero. Sono quarto.

Lui però, giustamente, mi si incolla dietro. Andiamo così avanti per un po’, fino a quando mi accorgo che dietro di me non ne ho uno, ma due! Già, il concorrente che ho superato prima del cavalcavia stava allora solo scaldando il motore….li sento che si incitano (sono dello stesso club) “..non mollare!”. A questo punto mi passano tutti e due…forse sto diminuendo leggermente il ritmo…e mi staccano decisamente
Negli ultimi 2 Km mi spremo come un limone, ma la mia posizione rimane invariata. Sesto assoluto.
Totale 28’30”. Un minuto e mezzo meno dell’anno scorso.

NOTA:
Ebbene sì, 3° di categoria. Piazzamento inatteso e importante perchè ..mi ridà un po’ di credibilità in famiglia, agli occhi di Carola ed Emanuele. Non più la solita imbarazzante domanda di rito al mio ritorno: “Papà: hai vinto?” ..pausa “Beh...NO, ma…” e intanto vederli che alzano gli occhi al cielo con espressione delusa.
Carola oggi corre dal fratello annunciando la buona novella “..papà è arrivato terzo!”.

domenica 19 ottobre 2008

Triathlon Valle Angrogna

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Enrico.

Bella giornata di sole, bella gara, tra l'altro organizzata dalla mia società (Sport Club Angrogna). Faccio solo la prima frazione di Skiroll (6,8Km). Sono anche previste una frazione in Mountain Bike (11Km) e una di corsa (6 Km), sia per squadre da 3 atleti, sia per triatleti.

Dunque skiroll, ovviamente in salita: partenza da Luserna S. Giovanni (Val Pellice) e arrivo in piazza ad Angrogna. Condizioni delicate: l'asfalto bagnato (ieri ha piovuto) e scivoloso per gran parte del percorso impedisce di sfruttare appieno la spinta di gambe e costringe ad utilizzare molto la spinta di braccia.
La gara è veramente breve: pattino cercando di rendere al meglio e l'arrivo mi coglie di sorpresa dopo 22'35". Sono 17° su 32.

Pulsazioni medie: 165: sono molto basse. Mi le sarei attese intorno a 175. Forse è dovuto al fatto che non ho fatto riscaldamento. Mi coglie un dubbio: avrei potuto spingere molto di più? Forse no. Misteri cardiologici...

domenica 12 ottobre 2008

Skiroll a Dronero

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Campionato Italiano Granfondo in tecnica libera.

Grande cavalcata lungo il fondo della Val Maira, con partenza dal bel paesino di Dronero e conclusione ad Acceglio (1200 m.), 35 Km più avanti e 578 m. più in alto.
La gara, organizzata dall’ Associazone Pattinatori Savonesi, cappeggiati dall’ormai quasi mitico Flavio Becchis, è stata perfetta: una giornata di sole, fresca ma non fredda, una valle magnifica, invasa dai colori dell’autunno, una strada perfettamente chiusa al traffico veicolare, e con asfalto nel complesso buono, un pool di atleti di elite (il livello medio era veramente alto) e una buona partecipazione tra le categorie giovanili. Unico rammarico non aver teminato la gara al cospetto della imponente Rocca Provenzale. Peccato, sarebbero stati 42 Km esatti, ma la strada non era agibile e poi- a pensarci bene- 35Km son già abbastanza! Ha vinto in solitaria l’intramontabile Alfio Di Gregorio, che ormai è leggenda in questo sport. Dietro a lui per tutti è stata dura battaglia…
Bell'articolo con foto e classifica qui.

La mia gara.
A Dronero noi vecchi siamo in 46. Il mio numero di pettorale (42) non mi consente una buona posizione di partenza, ma l’ampia strada dove si effettua il lancio permette bene di assestare le posizioni: al via guadagno subito terreno sui miei vicini, mentre i primi là davanti scattano come molle. Il viaggio è iniziato… Presto ci troviamo in un bel trenino di 7 o 8, il terreno è scorrevole. Si procede col “lungo”. I Km passano (ogni Km è segnato in terra con vernice), il treno lo tiriamo a turno io e uno di Montebelluna…la situazione è esaltante perché pian piano guadagnamo metri su un concorrente solitario che ci precede di circa 200m. Non mi risparmio di gambe, né di braccia. Mi sembra anche si sciare bene. Il cardio è un po’ altino…
Dopo circa 5Km mi giro e noto che il nostro trenino si è ridotto a 4….e così avanti per altri fantastici 5 Km.

Al decimo Km la pendenza aumenta leggermente e io capisco subito di essere fregato: il ritmo cambia, oltre al “lungo” si fa un po’ di “doppio”. Non so perché ma non tengo più e devo calare leggermente, ma quanto basta per staccarmi dai tre, che non riprenderò più.

Per me inizia un lungo tratto da solo. Non che vada male, continuo con ritmi alti, ma il fatto di non avere riferimenti di altri atleti non mi aiuta sicuramente. Mi impongo di sciare bene. Ogni passo deve essere perfetto. Al Km 23, la crisi…manca la benzina..solo ora mi ricordo che avevo conservato un po’ di enervitene per questa gara, ma chissà perché non l’ho preso con me. Si, ho bevuto ai 2 rifornimernti qualche sorso di gatorade, ma quel che manca è la benzina. Vado avanti per 3 o 4 Km in crisi, mi giro preoccupato di vedere spuntare qualcuno in rimonta… E così è. Fumineo sopraggiunge un atleta del mio stesso club che mi supera…mi attacco a lui e tengo forse per un Km, poi devo lasciarlo. Al traguardo mi darà 2’ e mezzo.

Di nuovo sono solo ma da lì a breve la crisi passa così come era arrivata: sento nuove forze arrivare. Gli ultimi 8 Km li macino a buon ritmo (almeno mi sembra), supero Silvia che è partita in pattini con le altre donne e fa (ovviamente fuori gara) il percorso di 25 Km, e mi porto finalmente all’arrivo. 1ora 46 min 7 sec. (20Km/h di media).

Poi con i bimbi e i nostri amici, su di un bel prato sopra Acceglio, seguirà un piacevole pic nic ove mangerò DI TUTTO….

venerdì 10 ottobre 2008

Marcialonga, la mia storia

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Di nuovo, mi sono iscritto.

La prima volta fu nel 1993: un vera avventura, non ostante fossimo in una valle turistica.
Ero con Marco. Zero allenamento, materiali ridicoli. Arrivammo di notte e piantammo una tenda modello "rimini"in un punto oggi non più noto della buia valle di Fassa. Trascorremmo una notte gelida mangiando un numero imprecisato di merighe preparate da mia madre (altro che dieta dissociata!). La mattina della gara ricordo il freddo glaciale aspettando la partenza. Inspiegabilmente riuscimmo a terminare la gara. Io presi in pieno il morbo, da cui oggi non sono ancora guarito: infatti da quell'anno in poi cercai di farle tutte. Marco, in virtù di qualche amuleto, rimase immune e si dedicò in seguito ad altri sport invernali.

In totale dunque ho fatto 12 edizioni:

dal 1993 al 2001 sempre migliorando la prestazione
dal 2001 al 2005 in netto peggioramento
dal 2005 al 2007 di nuovo migliorando ma.. senza più euguagliare le prestazioni del 2000 e 2001.

Migliore prestazione ottenuta (1999/2000): 553° al 16% della classifica.
Prestazione anno scorso: 1305° al 31% della classifica.
Edizione 2009? mi piacerebbe entro il 22%, ma si accettano scommesse...Nel frattempo è uscito il comunicato che riporto qui sotto. Se a qualche podista venisse voglia di usare anche le braccia...posti ancora ce ne sono, ma non per molto! E poi, occhio al morbo!!!


LA MARCIALONGA CORRE VERSO LA 36.a EDIZIONE. SONO GIÀ 2500 GLI ISCRITTI

- La famosa granfondo si terrà il 25 Gennaio 2009 - Le iscrizioni si chiuderanno a 6000 unità, forse già a dicembre- La gara in stile classico si sviluppa lungo le Valli di Fiemme e Fassa- La Marcialonga fa parte del circuito Worldloppet e della FIS Marathon Cup Celebrati i primi 35 anni nel 2008, la Marcialonga di Fiemme e Fassa si prepara a scrivere un nuovo importante capitolo della propria storia, il trentaseiesimo. Lo farà domenica 25 gennaio 2009, quando la regina delle granfondo italiane aprirà le porte a 6000 fondisti, pronti a scattare da Moena e ad affrontare i 70 km che li separano dal traguardo dello storico Viale Mendini di Cavalese, dove il vincitore riceve dalla Soreghina (l’ambasciatrice della Marcialonga) la corona d’alloro, accolto dal consueto calore di oltre 10.000 persone che ogni anno affollano il rettilineo finale. Una lunga fatica in tecnica classica che, a poco più di tre mesi dal via, ha già raccolto 2500 adesioni, una corsa al pettorale iniziata già in estate ed ora sempre più serrata con l’avvicinarsi dell’inverno e della neve. A sorprendere, ancora una volta, è il numero degli atleti scandinavi, loro che ogni anno vivono il mito della svedese Vasaloppet ma che hanno trovato nella Marcialonga l’atmosfera che tanto piace a loro, veri e propri cultori degli sci stretti, nonché amanti del passo alternato.Si aggiungano gli scenari offerti dalle Dolomiti trentine, il calore della gente delle valli di Fiemme e Fassa, il sostegno e la simpatia dei 1200 volontari impegnati in occasione della gara, ed ecco che la migrazione di massa scandinava alla Marcialonga trova una naturale spiegazione.Già in occasione dell’edizione 2008 gli stranieri al via erano il 60%, per la quasi totalità scandinavi, norvegesi su tutti, con svedesi e finlandesi a seguire. Un trend confermato anche in vista dell’edizione numero 36, con gli iscritti italiani e norvegesi a proseguire pressoché a braccetto (poco più di 800 gli uni e anche gli altri), seguiti dagli svedesi che, allo stato attuale delle cose, sono circa 500.Una Marcialonga sempre più internazionale, quindi, che lo scorso gennaio ebbe l’onore di ospitare nella propria starting list pure uno dei più grandi fondisti di tutti i tempi, il norvegese Bjørn Daehlie, a raccogliere sotto lo striscione d’arrivo (tagliato per 52esimo) un applauso pari a quello tributato al vincitore, anch’esso “vichingo”, ovvero Anders Aukland, in trionfo solitario davanti al fratello Jorgen e agli svedesi Ahrlin, Svaerd e Fredriksson.La Marcialonga 2009 si presenta così, sempre più “scandinava”, forte delle iscrizioni di atleti del calibro di Thomas Alsgaard (grande protagonista delle scene mondiali dalla seconda metà degli anni Novanta fino al 2003, anno in cui conquistò un doppio oro mondiale proprio in Val di Fiemme) e di Hilde Pedersen, già al successo nel 2007. Atleti che, a quattro mesi dal via, avevano già confermato la propria presenza, in attesa dei grandi nomi che anche questa volta si giocheranno importanti punti della FIS Marathon Cup. La Marcialonga, però, non è solo dei campioni, capace di regalare grandi emozioni al pubblico (e di conseguenza anche agli atleti) con la lunga sfilata dei “bisonti”, veri e propri “avventurieri” che partono da Moena con un solo obiettivo: tagliare il traguardo di Cavalese e vincere la personale sfida con la chiusura dei cancelli.La Marcialonga è anche questo, con un altro momento “clou” riservato all’ultimo classificato, atteso sotto lo striscione d’arrivo al pari del vincitore, nonché incoronato e salutato dal classico colpo di cannone e dai fuochi d’artificio. Un arrivo a notte ormai calata, ma salutato ancora da un numerosissimo pubblico, l’emblema di quell’atmosfera Marcialonga “made in Fiemme e Fassa”.Info: www.marcialonga.it

lunedì 6 ottobre 2008

News dalla Sgambeda

2 commenti
Bene. Anche Lui si è iscritto. Farò del mio meglio ma primo non arriverò....

Dal sito della Sgambeda:

Livigno (SO) 25 settembre 2008 – Era nell’aria e finalmente questa mattina è arrivata la conferma ufficiale: il norvegese Bjorn Daehlie, dominatore dello sci di fondo negli anni 90 con ben 12 medaglie olimpiche, di cui 8 d’oro, sarà ai blocchi di partenza della Sgambeda. Lo scandinavo darà lustro alla manifestazione che, il prossimo 14 dicembre festeggerà la 19esima edizione e che richiamerà a Livigno oltre mille fondisti. Nonostante si sia ritirato nel 1999 a soli 32 anni, Bjorn Daehlie è sempre rimasto vicino al mondo dello sci nordico, e, come succede a molti campioni scandinavi, non ha mai appeso gli sci al chiodo. Ed è per questa ragione che, pur non finendo sul podio, Daehlie conclude le sue granfondo “nella prima pagina delle classifiche finali” come lui stesso ci tiene a sottolineare, aggiungendo che: “l’importante per me è restare vicino al mondo nordico che mi ha consentito di essere quello che sono”. Il palmares di Daehlie è qualcosa di impressionante: agli 8 ori olimpici ha sommato 9 titoli iridati, 6 volte vincitore della Coppa del Mondo e 47 successi in competizioni della World Cup. Insomma, nessuno come lui. “E riaverlo a Livigno sarà per noi una piacevole occasione di dargli il nostro benvenuto” ha sottolineato Cinzia Confortola, direttore dell’Azienda di Promozione Turistica “nonostante Daehlie conosca molto bene Livigno per averci trascorso numerosi ritiri con la nazionale norvegese”.Apertura della FIS Marathon CupLa presenza del fondista di Elverum consentirà al “piccolo Tibet” di conquistarsi una volta di più una vetrina verso i Paesi scandinavi: grazie al doppio successo consecutivo nel 2006 e 2007 dello svedese Jerry Ahrlin che lo scorso anno sconfisse allo sprint il norvegese Anders Aukland, l’Alta Valtellina sta conquistando sempre più visibilità nell’ambiente internazionale dello sci di fondo, avvalorata dalla presenza della Sgambeda nel calendario della FIS Marathon Cup, ovvero il più importante challenge internazionale riservato agli sci stretti sulla distanza superiore ai 42 chilometri. La riconferma della competizione nel circuito mondiale consentirà di avere ai blocchi di partenza gli specialisti delle granfondo, per la prima delle dieci tappe della rassegna internazionale. La FIS Marathon Cup è il risultato della cooperazione tra la Federazione Internazionale dello Sci e la Worldloppet Ski Federation: al sito www.worldloppet.com tutte le informazioni del circuito.Non solo grandi.Il fondo a Livigno non è solo per i grandi ma anche per i campioni di domani. Infatti, come da consuetudine, la vigilia della gara, sabato pomeriggio, si terrà la Minisgambeda che vedrà scendere sulla neve bambini e ragazzi (non ancora maggiorenni) impegnati in competizioni di diverso chilometraggio in base alla categoria di età.IscrizioniIl percorso è riconfermato con 42 chilometri da percorrere su due anelli di 21 chilometri e consolidata è anche la tecnica, libera ovviamente. Per chi invece a metà dicembre non si sentirà in grado di affrontare la distanza di maratona, gli organizzatori hanno previsto una classifica per chi conclude solo uno dei due giri. Iscrizioni già aperte: la prima scadenza è fissata al 31 ottobre con la quota di 40 Euro, dopo tale data fino al 9 dicembre si sale a 55 Euro. Le iscrizioni si possono effettuare anche on-line al sito www.lasgambeda.it dove i fondisti potranno trovare tutte le informazioni aggiornate in tempo reale.

domenica 5 ottobre 2008

Rocca della Sella (1508 m.)

4 commenti
Enrico, Carola, Emanuele, Carlo e Francesco.













Giornata limpida e ventosa. Gita tra i primi colori dell'autunno, con partenza dal paese di Celle e arrivo alla Rocca Sella, dalla cui vetta si ha un eccezionale colpo d'occhio sul tutta val di Susa.


Totale 500 m di dislivello.







Saliamo per un sentiero diretto, che implica una elementare arrampicata che diverte molto i bambini, e scendiamo invece per il sentiero meno ripido.









[Foto dall'alto: la chiesetta sulla cima; Francesco; Emanuele]

sabato 4 ottobre 2008

Compleanno di Francesco

2 commenti
Francesco, Stefano, Carola, Emanuele, Alice, ...........................................


E con questa, fanno 5 !

Tantissimi bambini invitati alla festa di Francesco. Tra un gioco e l'altro, vengono disputate due interessanti prove sportive, che non possono passare inosservate alla Polisportiva: trattasi di "tiro alla fune" e di "corsa coi sacchi". Le prove saranno molto combattute. A turno, hanno vinto tutti!


TANTI AUGURI, Francesco!
e grazie. E' stata proprio una bella festa.



giovedì 2 ottobre 2008

Bike love

2 commenti
E’ da qualche settimana che ormai ce l’ho dentro. Si, ho riscoperto la vecchia bici da corsa. Non l’avevo mai presa troppo sul serio. Al massimo solo un modo per girare ogni tanto in città..e invece…

Complice qualche giretto nelle ferie estive (Mount Evans!), e il bell’esempio di sempre più gente che si vede in giro…L’ho tirata fuori e ci sono salito sopra. Folgorazione! Manca il tempo per allenarsi? Il prezzo della benzina aumenta? Diventi nervoso in coda ai semafori? Bike is the solution. Voglio dire che è proprio la soluzione ad un sacco di problemi. Nel tempo che trascorrevi in auto, puoi fare tutto: lunghi, medi, veloci, ripetute…e intanto vai dove devi andare. L’uovo di Colombo.

Una passata dalla “Deca” e l’attrezzatura è rinnovata: un bel paio di pedali seri e relative scarpe e un pantalone tecnico per i freddi mesi invernali: sono pronto. Vi terrò aggiornati.

Dimenticavo…è una Olmo, modello Syntex del 1980 o giù di lì. Tutta azzurra. Bellissima…

domenica 21 settembre 2008

Quaranta e non sentirli...

0 commenti
Silvia&Enrico, Carola, Emanuele, Silvia C.&Matteo, Luca, Edoardo, Marco Junior (2 mesi!), Marco&Francesca, Federico, Alessandro, Alberto&Natalia, Simone, Elena&Carlo, Francesco, Stefano, Serena, Lorenzo, Donatella&Paolo, Maurizio&Nadia, Lorenzo Junior.
!!!Compleanno di Silvia!!!


Entroterra di Finale, vallone di Rian Cornei: il folto gruppo raggiunge tra la vegetazione la falesia dell'Eco con l'intenzione di arrampicare sui bellissimi tiri, ma da lì a breve un improvviso temporale costringe a ripiegare. Solo Matteo, Luca ed Enrico riescono a salire un tiro ...





Nel pomeriggio, la rivincita: "Aspettando il Sole", (maco a farlo apposta...), podere secolare adattato ad agriturismo, ospita la compagnia e permette di festeggiare degnamente.

[Foto dall'alto: Silvia ed Elena; la compagnia nella piazzetta di Final Borgo; Matteo sull'unico tiro salito...(ma è lui o non è lui??)]

venerdì 19 settembre 2008

Test Conconi: considerazioni

11 commenti
Fatto ieri, sul tapiroulant. Sorgono alcune perplessità su come interpretare...ogni commento è bene accetto ...

Metodo: ogni 200m. si aumenta di 0,5 Km/h. Ne risulta la curva qui riportata (BLU) .

Considerazioni:

la sognia anaerobica "dovrebbe" trovarsi a 169 battiti, che corrisponde a una velocità di 16 Km/h. Dico "dovrebbe" perchè individuare il punto di perdita della linearità non è mai così evidente, almeno per me.

Se faccio riferimento alle recenti gare podistiche serali (tra i 6 e i 7 Km), vedo che le ho corse ad una frequenza media di 170-175 battiti/min: essendo che su quete distanze così brevi si corre poco oltre la soglia, deduco che 169 è un valore di soglia plausibile.
Riporto ora, come riferimento, anche la curva relativa al test fatto nell'analogo periodo dell'anno scorso (rosso).

Considerazioni:

- ai bassi regimi (120 - 140) vado uguale: le 2 curve sono sovrappposte).
- ai regimi medi (140 - 170) sono migliorato: a pari velocità ho 5 battiti in meno

- ai regimi alti (sopra i 170) sono molto migliorato: es. a 18 Km/h quest'anno ho 7 battiti in meno).

Questo potrebbe spiegarsi con un miglioramento causato dalle gare serali (corse sopra soglia) che ho corso quest'anno (10 gare tra maggio e settembre). L'anno scorso neanche una...

mercoledì 17 settembre 2008

Notturna di Caluso

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Enrico.

Bella gara, tutta attraverso le strade del paese: 3 giri tra salite, discese, asfalto, ciotoli, pietre, curve, controcurve. Percorso non semplice.

Parto un po' in sordina, sia perchè ho fatto solo 5' di riscaldamento, poi perchè non conoscendo il percorso non voglio tramortirmi al primo Km.

Dopo il primo giro cerco di spingere il ritmo ma senza riuscirci: sono le gambe che proprio stasera non girano…pazienza, sicuramente è dovuto alla bici+lo skiroll di questi ultimi giorni. Il fiato c’è, tant’è che arrivo al traguardo senza sforzo.

Tempo 25’30” per 6,3 Km = 4’03”/Km
52° su 137 = 38%

Questa è l’ultima delle gare podistiche, in vista della stagione invernale…mi smentirò??

domenica 14 settembre 2008

Weekend cultural-sportivo

2 commenti

Silvia, Enrico, Carola, Emanuele.

Sabato 13.

- Enrico: allenamento con skiroll sulla "panoramica" di Torino: salita in pattinato, curando lo stile dei vari passi; discesa il bici. Il tutto 2 volte (usate 2 biciclette!).

- Corsa in salita sulla collina di Superga: tempo record (? dubbio lecito: non si segna mai i tempi..) per Silvia, che sale e scende apparentemente senza sforzo…

- Pattinaggio: Emanuele ai roller (e bicchieri) ai giardinetti sotto casa…e guai a toglierglieli!
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Domenica 14.
In bici col carrellino fino in Piazza Castello, poi visita al “Museo delle Antichità” e alla annessa mostra “Il Celeste Impero”, suggestive statue dell’armata dei guerrieri cinesi di terracotta risalenti al 200 a.c. Troppa gente però.
[Foto dall'alto: La locandina della mostra; "Ritratto di fanciulla" di Leonardo; Ema: colpo di sonno in P.zza Castello]

sabato 6 settembre 2008

Coppa del Mondo e Campionato Europeo

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Enrico

5-6-7 Settembre: 4 gare tra Cesana, Sestriere e Torino. Per i Master è "solo" Campionato europeo, per gli altri...World Cup. Scusate se è poco...

Per una serie di impegni lavorativi, venerdì non posso liberarmi e salto la gara "prologo" di Cesana (6 Km tecnica libera). Questo comporta l'esclusione anche alla gara di sabato mattina, quella cui tenevo veramente: la Cesana-Sestriere: 13 Km in passo classico, che già feci l'anno scorso: una gara bellissima, che mi è rimasta nel cuore.

Mi rimane la gara di consolazione sabato pomeriggio in Torino centro (Via Roma): 200 m sprint.

Per me che mi alleno in vista delle gare di gran fondo di 40 e più Km (e per di più sugli sci), questa è una gara improbabile...è come se un maratoneta decidesse di partecipare ad una gara di 100m. Ma tant'è l'occasione è ghiotta..
Così alle 15 mi reco in bicicletta verso il centro, skiroll e bastoni al seguito e nel rimorchio.. Carola ed Emanuele.

In Piazza S. Carlo è già aria di grande evento: banda musicale, majorettes, un squadra di hokey, sfilano attirando l'attenzione del pubblico, poi arrivano gli atleti, Italia, Svezia, Norvegia, Olanda, Germania, Russia, Francia, Rep. Ceca, .....iniziano i prerparativi.
Intanto osservo il percorso: da P.za Castello a P.zza S. Carlo: 200 m. di asfalto lisci e aderenti come mai si era visto...

Problema 1: devo trovare qualcuno che guardi Carola ed Emanuele: mi guardo attorno tra la folla: dopo qualche tentativo infruttuoso, la sorte mi sorride: conosco Angioletta, e il nome dice tutto, che a bordo pista osserva la gara con i suoi 4 figli (skirollisti). Questo mi permette di fare la gara e di passare al problema 2.

Problema 2: devo trovare il modo di non ammazzarmi su questo rettilineo...inizio a provare con gli altri. La scorrevolezza inusuale dell'asfalto gioca già qualche brutto scherzo: qualcuno è già caduto. Lycra in pezzi. Piano piano mi abituo al nuovo asetto.

Problema 3: dopo i 200m. di accelerazione, si taglia la fotocellula: da qui rimangono circa 40m. utili a frenare, poi il micidiale porfido e le transenne con i masterassi...poi solo l'ambulanza con la porta già aperta!

Alle 17 iniziano le prove individuali di selezione. Il tabellone scandisce il conto alla rovescia: 5, 4, 3, 2, 1 ..scatto in avanti, quache spinta in "doppio" per poi passare al "lungo", cercando di mantenere le spinte più rapide possibili. Taglio il traguardo a velocità folle, divarico gli skiroll e allargo le braccia per farmi prendere al volo dai 2 addetti alla frenata...sopravvissuto.

Come c'era da aspettarsi il mio tempo non basta a qualificarsi per le finali ( che si svolgeranno a coppie con scontro diretto).

Bel resoconto della gara con foto e classifiche su :http://www.skiroll.it/2008/WorldCup2008/torino/06092008B/06092008B.htm

venerdì 5 settembre 2008

Notturna di Argentera

2 commenti
Enrico.

Corsa podistica. Per me è la ripresa dopo la pausa estiva. Sono allenato ma in maniera assolutamente non specifica: bici, skiroll, pattini, …ma le scarpe da corsa proprio non le metto da un bel po’.

Ore 19, piacevole brezza serale. Mi cambio e pago il prezzo: 5 euro costa il biglietto per riconciliarsi con se stessi e col mondo. 5 euro per 5700 metri di asfalto piattissimo, in mezzo ai campi di mais. Un volo rasoterra senza fiato di una manciata di minuti in completo debito di ossigeno. Ricordo a me stesso che ora tutto quello che conta è mantenere la velocità costante e massima, la mente sgombra ma focalizzata solo sulla prossima falcata. Così è. …Pronti? Via! Un viaggio dura un attimo. Il crono si ferma: 22’41” che vale un modesto ma piacevole sesto posto di categoria.

Chi invece ha fatto sul serio è Igor, sempre più in forma: 2° assoluto a una decina di secondi dal primo, di una decina d’anni più giovane di lui.

P. Medie: 175
P. Max: 183
Vmedia: 3’58”/Km.
44° assoluto su 128 arrivati = 34,3%

domenica 31 agosto 2008

Campionato Italiano Double Pursuit

0 commenti

Enrico, Silvia, Irma, Emanuele, Carola, Donatella, Paolo e Cristina.

Siamo in Val d'Aosta e ovviamente con gli skiroll. Partenza da Chambave e arrivo in località Ollien (Verrayes), cielo velato. Ci sono tutte le categorie ma noi vecchi siamo "solo" in 53. Partenza in classico, poi dopo 5 km, cambio attrezzi e dunque altri 4 Km in pattinato.






Partenza in linea: mi trovo presto assieme a Spirito: lui ha più tecnica, io forse più braccia...la cosa ci permette di avanzare praticamente assieme lungo ai ripidi tornanti fino alla zona cambio. Fin qui ho sentito il ritmo...La frazione in pattinato è invece più difficile: continuo a passare dal passo doppio a quello di salita e al lungo senza trovare una soluzione ottimale.






Comunque reggo fino al traguardo e riesco a non arrivare stravolto: sono 40° in 45'34". puls. medie a 174 e massima a 180. Forse avrei potuto spingere un pelo di più, ma resta di fatto che il livello medio era altissimo...

Silvia ha fatto tutto il percorso in roller approfittando della strada chiusa al traffico.








Nel pomeriggio, colossale mangiata con in area pic-nic con serie di tentativi alla slack-line, montata tra due abeti.

[nelle foto, dall'alto : io medesimo, Massimo, Enrico, Giuliana e Antonella, dello Sporting Club Angrogna]

Foto del mitico Flavio: grazie!
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