domenica 29 luglio 2012

Gara di Issiglio, su e giù per il bosco

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Mercoledì scorso 25/7, mi sono recato dopo il lavoro in quel di Issiglio, paesino della Val Chiusella, per correre una Collinare di 10Km, facente parte del Campionato Canavesano. Tempo bello e molto caldo ma il percorso è tutto all'ombra del bosco: sono previsti due giri uguali di 5 Km e senza un metro di pianura. Al via circa 200 atleti. Sono speranzoso di fare una buona gara, anche se posso contare su di un allenamento molto poco specifico. Infatti se si esclude un bel fartlek di 1h domenica mattina (1'+1'), nei giorni precedenti la gara mi sono allenato nei modi più improbabili: una seduta serale di arrampicata sul muro casalingo, 4h di bici in salita fino a Ceresole Reale e ritorno, una gita serale sul Monte Verzel e poi altro giro in bici in piano di 1h30'. Come risultato sono schierato al via con le gambe belle pesanti. Tuttavia son curioso di vedere che succede a spingere sull'acelleratore...
Parto piano, in forte salita e pian piano mi porto alla mia velocità di crocera. La pesantezza alle gambe lascia al posto ad una bella sensazione di potenza e, senza esagerare, continuo a spingere recuperando posizioni. Arrivo alla fine del primo giro con davanti - ma ben lontani - due riferimenti: Claudio e Maurizio: tra me e loro 7 o 8 concorrenti. Mi do come obiettivo di prenderli e sebbene alla fine non ci riesca (arriveranno alla fine rispottivamente una e due posizioni davanti a me) sarà un ingaggio all'ultimo sorpasso, una bella battaglia.
Termino 71° assoluto, 14° M45 con un tempo di 48'15.
Molto bello il percorso. Un saluto a tutti i blogger persenti, Enfia, Stoppre, Corradito, Eiocorro.

venerdì 20 luglio 2012

Alla scoperta delle gite nei dintorni di Ceresole Reale

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Silvia, Carola ed Emanuele alla scoperta della Valle dell'Orco, 3 giorni in tenda, campo fisso al Camping Villa **.
Martedì 10 luglio: puntiamo al colle del Leynir (m. circa 3000), partendo dal Rifugio Savoia, dentro di me spero di raggiungere persino il tout Blanc (m. 3400), invece non raggiungiamo nemmeno il colle, ci fermiamo poco sotto, facendo finta di essere vinti da una stanchezza terribile.
Appena si fa dietro front, i due iniziano a correre leggeri.....Le rocce molto variegate affascinano lungo il percorso!Mercoledì 11 luglio: il tempo è un po' alla pioggia, vogliamo tentare il colle della Losa, partendo dal lago Serrù, ma anche in questo caso non ce la facciamo. Un passaggio attrezzato ci blocca all'altezza del rifugio di Pian Ballotta, ci accontentiamo così di chiudere l'anello del Lago sotto l'acqua. visita al "Museo" Glaceologico e a quello della Capra Hibex, che strappano il plauso dei piccoli.
Giovedì 12 luglio: propongo una sgambata al Lago Dres, partendo dalla diga di Ceresole, mi dicono che a loro piace stare nel prato a scrutare gli insetti e i sassi.... ok facciamo così, giro attorno alle Fonti Minerali e rientro a casa per cena.
[Postato da Silvia]







mercoledì 18 luglio 2012

Monte Tresenta (3609 m.), 4 in vetta!

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Questa è la storia di Emanuele e Carola che alla veneranda età rispettivamente di 7 e 10 anni calcarono i 3.609 m. della vetta della Tresenta, nel gruppo del Gran Paradiso.

Sabato mattina. Dopo una bella dormita per riprendermi dalle fatiche lavorative e una ossigenante corsa lungo Po, metto a fuoco il programma per il weekend: il meteo al bello e i ragazzi che fanno il tifo per andare in gita mi fanno brillare in testa l'idea di una salita facile ma in alta quota. La scelta cade sulla Tresenta, peraltro già salita da me e Silvia almeno 10 o più anni fa, e dunque conosciuta.

Detto, fatto. Una telefonata al rif. Vittorio Emanuele ci conferma il tutto esaurito e dunque l'opzione è la tendina. Non mi rammarico. Più peso sulle spalle, ma più divertimento per tutti.

Sabato pomeriggio siamo dunque a Pont Valsavaranche, ove lasciamo la Multiplona e ci incamminiamo lungo il sentiero del Vittorio Emanuele. Se per i ragazzi sarà una prova di carattere, per me e Silvia è una ennesima prova di 'trasporto pesi esagerati'. In totale: N. 1 tenda, N. 4 stuoini, N. 4 sacchi a pelo, N. 4 imbraghi, N.4 picozze, N.4 paia di ramponi, N. 1 corda ...per non parlare di fornello, pentole, cibo, acqua, vestiti... Insomma, puro divertimento per le nostre povere spalle e ginocchia!

In 2h30' siamo al rifugio, nei pressi del quale a quota 2.732 m. montiamo il campo. Il tempo è buono ma l'aria è ben fresca. Si cena con risotto allo zafferano, insalatissima, toma piemuntesa e dolcetti vari. Poi, in quattro nella vecchia Svalbard2 si sta come sardine. Tuttavia la tecnica 'testa-piedi-testa-piedi' si conferma vincente e si dorme alla grande, con sogni assicurati per tutti (io sogno di litigare con un vigile che vorrebbe darmi una multa...!?!?!)

Domenica mattina, mentre le cordate escono dal rifugio alle 4.30 dirette al Gran Paradiso, noi ci alziamo comodamente alle 8.00. Colazione nell'aria frizzante, poi -alle 9- inizia la risalita della morena che ci porterà in 1h30 sul nevaio alla base della Tresenta. Fin qui tutto bene. Da qui in su, saranno solo sassi e vento, faticoso terreno reso ancor più stancante dalla quota. Emanuele dirà di "avere il cuore nel collo".

Poco sotto la vetta arriva la crisi psicologica, portata dal senso di non arrivare mai.. Verrà superata grazie alla promessa di una pizza serale, ok, ok, con i wurstel.. OK, OK, ci sarà anche gelato per tutti! E arrivò la croce di vetta...

[Partiti per la ventura... inizio del sentiero]

[qui dentro non c'è vento!]

[tre vette, da sx a dx: Gran Paradiso, Punta Marco, Il Roc]

[Carola e Silvia sul pendio finale prima della vetta]

[Arrivo in vetta di Emanuele]

[4 in vetta!]

[in discesa: alle spalle la nostra Tresenta]

PS. Quello che ha dimostrato questa gita, è che i bambini hanno ...energie da vendere! Io ero preoccupato di vederli crollare di stanchezza durante la discesa sul largo sentiero sotto al rifugio, cioè dopo 8-9 ore di azione. Invece... facevano a gara tra loro per chi scendeva più in fretta!!!!!!!!!!

giovedì 12 luglio 2012

Notturna di Favria, alla deriva

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Classica gara del Campionato Canavesano con caratteristico percorso cittadino: due giri attorno e attraverso in centro del paese per una distanza di 7,7 Km e dislivello 0.
Ho deciso di andarci, non ostante sia da due settimane e più in balia di una terribile pigrizia o sonnolenza sportiva che mi ha impedito di fare qualsiasi attività. Ci vado per tentare di invertire questa preoccupante tendenza al dolce far niente.. Speriamo che succeda qualcosa. Dunque non ho aspettative se non quelle di ritrovare qualche buona vibrazione positiva...
La giornata è stata calda ma non realmente afosa: sono le 20.30 quando viene dato il via.
La mia gara è ben descritta dai tempi al Km: 3'51 - 4'08 - 4'06 - 4'03 - 4'16 - 4'20 - 4'34, più 3'12 per gli ultimi 700m. Tempi un po' altini ma comunque nel mio standard per i primi 5 Km, poi disastro... La classifica meglio non guardarla. Media di 4'14/Km: ricomincio da qui. Andiamo avanti. Però manca ancora una direzione...


martedì 10 luglio 2012

Settimana velica, le considerazioni

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Una settimana in barca a vela. Per noi è stata la prima volta e la sensazione forte è stata quella di stacco totale dalla terraferma, non ostante non ne fossimo realmente mai così lontani, cioè praticamente sempre in vista. Distacco fisico dalla terra e mentale dalla routine quotidiana. La nuova prospettiva della terra vista dal mare, il dover pensare tutto in termini di miglia, ore, profondità, forza e direzione del vento, ci ha portati pian piano in una dimensione inusuale. La natura di quei posti e la compagnia di cari amici ha fatto il resto.

La barca. Aquarius, un SunFast37 (11,40m) della Janneau, un compromesso tra abitabilità (tanto spazio interno, arredamento caldo) e prestazioni (tanta superficie velica, molte regolazioni). Non ostante che questo tipo di vacanza per essere gustata appieno implichi liberarsi dalla fretta e dall'impazienza di arrivare alla meta, devo dire che una barca veloce -soprattutto con venti deboli- è fondamentale per avere delle soddisfazioni. Ho avuto modo di salire su una barca simile (un First 36.7 della Beneteau) e notare quanto fosse più votata alla velocità di Aquarius, ma anche visibilmente più scomoda e fredda. Al contrario, abbiamo superato barche molto meno invelate di noi e molto più lente. E' un compromesso importante.

L'Arcipelago Toscano. E' un posto ideale per veleggiare, con tanti ridossi in caso di maltempo, tanti porti. D'estate ha statisticamente più vento del Mar ligure e puoi scegliere tra molte più mete. La Capraia è stato in assoluto il posto più affascinante del nostro giro: gabbiani e pesci come quelli visti in Capraia non c'erano all'Elba, che peraltro è bellissima, ma già un po' più imbrigliata nelle opere dell'uomo. Analoga differenza tra l'Elba e la costa continentale Toscana. Cosa saranno stati questi posti qualche secolo fa? E cosa non devono essere la Gorgona, Pianosa, Montecristo, ad oggi riserve naturali inaccessibili?

I costi. Qui di seguito il dettaglio delle voci, escludendo lo spesa iniziale di generi alimentari a Torino. Sicuramente elevati. Ma neppure improponibili. Io dico soldi ben spesi.

- Affitto della barca (8 posti) per 7 giorni 2.200 € (cioè 1.100 € per famiglia) +
- Autostrada+disel A/R Torino-Livorno: 120 € +
- Ormeggio a Cala De Medici (primo giorno): 51 € (cioè 25,5 € per famiglia)+
- Campo boe Porto Capraia (secondo giorno): 25 € (cioè 12,5 € per famiglia)+
- Rabbocco gasolio: 42€ (cioè 21 € per famiglia)
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1.279 € a famiglia, cioè circa 183€/giorno

[Cena su Aquarius, ..non si scherza!]
[Sbarco alla Capraia]
[Ultimo raggio, ultimo bagno. Baia di Fetovaia]
[Il nostro possente motore, a riposo. Cala Mola]

[In navigazione. Dove ci ancoreremo stasera?]

[Incontro coi ragazzi di Stranagente e ..aperitivo!]



domenica 8 luglio 2012

M.te Zerbion (2722 m.), un classico

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Panoramica vetta lungo lo spartiacque tra la Val d'Ayas e la Val Tournanche, riconoscibile ovunque dal fondovalle per via della enorme (e obrobriosa) statua bianca raffigurante la Madonna, erta in vetta.  Oggi l'abbiamo salita dalla Val d'Ayas, con percorso classicissimo: sentiero ben tracciato che parte da Antagnod (fraz. Barmasc), raggiunge il colle Portola e poi per cresta in vetta (circa 900 m., 2h30). Insomma, una gita facile e lineare, ideale per aprire la stagione estiva nelle Alpi, coi bambini. Molte nuvole, ma comunque tanto sole.

Bello pensare che nell'autunno 2001, cioè quasi 11 anni fa, Carola calcava proprio questa vetta, trasportata nella pancia di Silvia!

[Polisportiva al completo in vetta]

giovedì 5 luglio 2012

A vela nell'arcipelago toscano

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Sette giorni e sette notti su Aquarius, barca a vela di 11 metri. Otto persone, due famiglie di amici. Vivere al ritmo delle onde e del sole, cercando il vento per arrivare ogni sera in una baia nuova ove gettare l'ancora. Fermarsi per la notte, dormire sotto alle stelle. Al risveglio, un tuffarsi nel turchese in mezzo ai pesci .La colazione e poi via a caccia di nuovo vento.

Sette giorni, appena il tempo per prendere il ritmo giusto e il "piede marino". Sette solo. Ci deve essere un errore, ma non si capisce dove..

Day1: Livorno-Rosignano
Day2: Rosignano - Capraia
Day3: Esplorazione di Capraia, poi verso l'Elba. Baia di Fetovaia
Day4: Baia di Fetovaia- Baia di P.ta Calamita - Baia di Porto Azzurro
Day5:  Baia di Porto Azzurro - Rio Marina - Baia della Biodola
Day6: Golfo della Biodola-Marciana M.-Biodola
Day7:  Baia della Biodola - Baia di Calafuria - Livorno


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