martedì 2 dicembre 2014

GIS parte 11: fare le falchette


La prima parte di Novembre mi ha visto concentrato sulle falchette, una parte molto caratteristica della linea del GIS.

Una breve premessa. Il GIS è sapientemente progettato per avere una struttura leggera ma molto rigida. La posizione delle tre panche, ad esempio, poste a metà altezza tra il fondo e il bordo, è la migliore possibile per irrigidire i fianchi. I due longheroni longitudinali posti sotto lo scafo, conferiscono invece grande rigidità al fondo. 
Le falchette, molto solide e massicce hanno certamente lo scopo di irrigidire i bordi che a questo punto della costruzione rimangono chiaramente la parte meno robusta. 
Se si esclude lo strato di compensato da 6 mm che costituisce la fiancata, le falchette sono formate da ben quattro strati di tre varietà di legni diverse: uno strato esterno di Douglas (gunwale), uno strato ancora più estreno di Mogano (gunwale capping), uno strato interno discontinuo (a blocchetti) di Red Cedar (inwale spacers) e infine uno strato interno di Douglas (inwale). 
A lavoro terminato si ha la sensazione di avere costruito qualcosa di veramente solido!

A parte gli spacers, tutti gli altri strati hanno richiesto uno scarfing, ovvero una operazione preparatoria di incollaggio di due listelli corti per formarne uno solo lungo.

I vari strati sono poi stati incollati uno sull altro, con l-aiuto dei numerosi, e per fortuna economici, 
morsetti necessari in questa fase.

E ora qualche foto, che non fa mai male, soprattutto per chi si trovasse un giorno a questo punto del lavoro.

[il gunwale viene posizionato sul lato estreno]

[formatura delle ordinate, affinche possano ospitare l-inwale] 


[gunwale, gunwale cappings, e alcuni spacers sono stati incollati]

[incollaggio spacers, lato di sinistra]
[ancora incollaggio spacers, un lato per volta, per mancanza di morsetti]
[Una finezza. posizionamento di uno spacer per nascondere una ordinata]


[incollaggio inwale di dritta, finalmente l-ultimo strato]

[la stufetta elettrica e i teli. Un artifizio per far reticolare la resina di notte,
quando la temperatura scende]

[immagine notturna delle falchette completate]

2 commenti:

Francesco Lenzi ha detto...

Fantastica! E arrivata quasi l'ora di mettere un bel link nel mio blog.

Enrico Franconi ha detto...

@Frqancesco, wow! In effetti questa cosa del "boat-home-building" è una cosa da promuovere: è molto più alla portata di quanto si possa pensare. E altrove (ad es USA) è una pratica abbastanza diffusa, con tanto di corsi organizzati, riviste periodiche, etc. sull'argomento. E il risultato è che -oltre a quelle in vetroresina- hanno un sacco di belle barchette in legno che navigano.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
.