martedì 11 ottobre 2016

Due giorni a vela nel Golfo dei Poeti

[Verso l'Isola del Tino]
Prima uscita nel Mar Ligure e prima volta in mare aperto con Mira. Due giorni da solo, con meteo stabile, ma come vedremo non senza sorprese. Dunque procediamo con ordine.
Sabato 10 Settembre. Tra le tre ore di macchina e le due che impiego per armare e varare Mira mollo gli ormeggi alle 14. L'assetto è quello da crociera con tanto di occorrente per passare una notte. In più questa volta ho con me il materiale da pesca e quello da apnea, giusto per non farmi mancare nulla.

Il primo miglio lo faccio a remi, lungo la foce del Magra essendo qui vietato l'uso della vela. Ci sono parecchie barche che escono oggi e il passaggio è un poco trafficato. Fuori dalla foce soffia un leggero ponentino (come da previsione) e armata la vela inizio una bella bolina per doppiare la Punta Bianca, promontorio calcareo che mi separa dal Golfo dei Poeti.

Ma ecco l'errore. Con l'intenzione di trovare vento stabile e disteso mi allontano dalla Punta puntando al largo: ma ottengo l'effetto opposto, incappando in un vento molto capriccioso in direzione ed intensità! In più allungo la strada
che dovro percorrere oggi. Passo da stare alle cinghie alla bonaccia più totale. Un paio di volte sono sorpreso da una raffica al traverso e son costretto a filare tutta la scotta per non finire in acqua. Non lo trovo per nulla divertente. L'idea di farmi sorprendere e finire a bagno mi fa stare in campana e nel complesso la situazione mi stanca. Devo pure prendere una mano di terzaroli.. Come imparerò l'indomani da un marinaio del posto, sarei dovuto restare molto più sotto costa, ove in realtà il vento non manca mai.

È ormai quasi sera quando mi avvicino al paese di Tellaro e mi infilo nella prima baia potenzialmente adatta a passarci la notte (il piano B prevede di rifugiarmi nel porto di Lerici). Un giro a remi nel suo interno me ne da conferma. Non c'è onda, la spiaggetta si sta svuotando dai bagnanti e io posso ancorarmi quasi a riva, in 3m d'acqua, nel punto più protetto. E' la baia di Fischerino. Qui finalmente la quiete. Un bel bagno precede la cena a bordo, col sole che tramonta. Non c'è neppure bisogno della tenda-boma: dormo sotto alla volta di stelle

Domenica 11. Prima dell'alba ho visto Orione in cielo, segno che l'autunno è in arrivo. Mi rallegro di poter godere di queste giornate ultime giornate di tempo stabile. Ore 8. Colazione e via a remi, mentre il piccolo stabilimento balneare riapre. Oggi voglio esplorare le pittoresche calette qua attorno. Entro nella cala di Fiascherino2. Ancoraggio, sessione di apnea nell'acqua abbastanza limpida, ma pochi pesci. Alle 9 in punto un bagnino mi avverte di spostarmi al di là delle boe arancioni messe a pretezione dei bagnanti (il divieto durerà fino a fine Settembre). Riparto dunque, tralasciando da cala "Eco dal Mare" mi infilo nella incredibile Caletta di Maralunga, dove una nuova sessione di apnea mi porta in mezzo ad un fitissimo ed emozionante branco di pesci, non ostante la scarsa visibilità dell'acqua. Ci sarebbe da starci tutto il giorno ma si è alzato un po' di maestrale (sarà il ponente di ieri che gira) ed è l'occasione per dar vela verso la Palmaria, attraversando tutto il Golfo.

Tre, quattro, cinque nodi col vento al traverso. Oggi si va che è una meraviglia. Punto tra la Palmaria e l'Isola del Tino, fino ad affacciarmi verso la vertiginosa costiera delle Cinque Terre. Oggi non c'è tempo e poi sarebbe tutta bolina. Ma chissà che un giorno...
Vorrei sbarcare sul Tino ma non voglio far tardi: punto quindi verso la Punta Bianca che raggiugerò con una bella impoppata nel mezzo del Golfo. 
Alle ore 15 sono a terra alla base. Battesimo del Mare concluso positivamente, ma con la prova (la convinzione ce l'avevo già) che il mare non va sottovalutato.

Ah già, la lenza. Ho fatto un po' di traina. Un colpo secco e mi ha strappato tutto. Ne ho ancora da imparare qui!
[lato destro della baia]

[e quello sinistro. All'ancora per la notte]

[Preparando la cena]

[I pannelli di polistirene, un artifizio per dormire sul Goat Island]

[assetto da notte]

[Un po' di traina]

[La baia di Fiascherino 2]


[L'incantevole Caletta di Maralunga]

[promontorio roccioso in mezzo alla Caletta]

[Laggiù, la Palmaria]


[Rientrato alla base]





3 commenti:

Francesco Lenzi ha detto...

Meraviglioso, che altro dire.

Enrico Franconi ha detto...

Francesco, una piccola avventura. Anzi grande, per chi come me vive abitualmente una vita da ufficio! E bisogna provarci, sempre. Pensa che ero l'unico in giro con una barchetta di quelle dimensioni. Ma si può fare: le derive hanno un potenziale enorme per la crociera costiera.

Anonimo ha detto...

Enrico, sei fantastico!
Pater

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