mercoledì 7 agosto 2013

Cresta Rey alla Punta Tzan (3320 m)

[Avvicinamento bucolico]
23-24 Luglio. Scesi dalla Becca di Epicoun, ci concediamo una giornata rigenerante al bel campeggio Gran Combin in località Valpelline, con qualche tiro alla vicina falesia di Vaud. Ci apprestiamo quindi ai preparativi per la salita della prossima meta, famosa Cresta Est della Tzan. E’ una classica via di III grado, 420 m. su roccia ottima, ma con sviluppo molto maggiore. Malgrado la relazione della via di salita non desti particolari preoccupazioni, la vista della Punta può ..impensierire, in quanto a verticalità e severità. Inoltre la discesa presenta –a scelta- due possibilità opposte, entrambe da non sottovalutare:

1) Per il versante sud: doppie e tratti in disarrampicata tra cenge esposte e sfasciumi vari seguendo tracce e qualche ometto. Lungo è il percorso e delicato l’orientamento. E quest’anno sicuramente le cenge saranno sporche di neve.
2) Per il versante nord: tre doppie in un canale (via normale) più discesa disarrampicando la cresta fino al Colle Tzan: discesa su neve o ghiaccio del ripido canalone sotto al colle (circa 200m.), quindi ghiacciaio.

Optiamo per la seconda soluzione, che ci pare più sicura. Il che vuol dire però portarsi dietro ramponi e picozza.

L’avvicinamento al bivacco è lunghissimo. Si parte da Torgnon, attraverso strada poderale (che d’inverno è pista di fondo) e poi sentiero. Quattro ore buone fino al Bivacco Rivolta (2900m), in un angolo comunque magnifico della Valle d’Aosta. Il bivacco è tenuto molto bene, con tanto di gas, pentole, acqua di fusione da prendere poco lontano. Inaspettatamente non troviamo nessuno. Meglio così.

La via Rey. E’ costituita da tre torrioni, il primo dei quali è il meno pronunciato: dopo il primo tiro in fessura occorre viaggiare il più possibile in conserva. La fine del primo torrione è evidente, allorché ci si presenta davanti improvvisamente la rimanente parte della via, con i due torrioni che da qui appaiono decisamente verticali e abbastanza tetri. 
Il percorso però è chiaro e attraverso le estetiche placche Rey, e il breve camino Mascognaz, si arriva alla base del terzo torrione. Quindi alla vetta. Il tempo fin qui ci è volato, nel senso che ..siamo in ritardo! Ecco l’ancoraggio della prima calata. Iniziamo la discesa per il versante Nord. Sostituiamo i cordini della seconda e terza calata, cotti dal sole... L’aggiramento di uno sperone roccioso, lato ovest si rivela un po’ più complesso del previsto. Una doppia ancora ci porta al Colle Tzan. Un’altra doppia ci fa scendere i primi 30 m. di canale, che si rivela composto da neve molle e molto appiccicosa. Il resto del canale lo scendiamo faccia a monte, fino alla piccola terminale, che troviamo completamente chiusa. Poi il Ghiacciaio di Roisetta, la risalita al Col de Fort, il bivacco e il miraggio della macchina ..lontanissima!
[la nostra macchina ..è là!]

[Bivacco Rivolta e il Col de Fort]

[libro del bivacco: solo due cordate quest'anno]

[Sul filo. Prima parte della cresta]

[Le famose placche Rey, sul secondo torrione]

[In vetta, col nuvolone...]

[Uno scorcio sulla discesa]




2 commenti:

theyogi ha detto...

aaah... che lettura rinfrescante :)

La Polisportiva ha detto...

eh eh... si era fresco, ma è durato poco. Ora in pianura se schiatta.. Avremmo dovuto fermarci lassù tutta la settimana!

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