lunedì 5 agosto 2013

Becca d'Epicoun (3.529 m)

20/21 Luglio 2013. Come tanti anni fa, da soli, senza troppi pensieri se non quello di un monte da salire. Anzi, con una intera settimana da inventare assieme, noi due, per monti.

Così con Silvia alla becca, già tentata nel 2009 e allora fallita per una prepotente perturbazione di confine. Questa volta tempo è previsto bello ma con l’incognita dei soliti temporali serali. Valpelline. Saliamo da Ruz al Bivacco Spataro. Nessuno in giro: solitudine e silenzio se non per il suono dell’acqua della vicina cascata e della pioggia che alla sera batte sul tetto in lamiera. Con tranquillità spendiamo le ultime ore della giornata a riposarci, studiando il percorso per l’indomani. Un percorso circolare, che passa
per la vetta, alquanto vario ed estetico, ma –in caso di cattiva visibilità- molto complesso. 

Partendo dal bivacco, infatti, si tratta di dirigersi a Nord per morene e nevai fino al Passo di Crete Seche (2899 m). Quindi piegare a Nord-Est seguendo tracce e ometti fino al Colle di Chardoney (3185 m). Da qui ci si lega e si scende in territorio svizzero, per entrare sul ghiacciaio d’Epicoun e –con percorso a mezzacosta in discesa (si perdono circa 100 m.) trovare-volgendo decisamente ad Est- l’accesso ai ripidi pendii nevosi che conducono in cresta. Da qui si piega verso Sud e si risale la cresta di neve e ghiaccio. Un’ultima sezione di misto dovrebbe permettere di raggiungere la cima della becca. Ma qui si è solo a metà dell’opera. Bisogna trovare l’ancoraggio delle doppie lungo la cresta sud. Scendere con due doppie e poi disarrampicando su roccia fino al “nodo della Rayette”. Trovare un passaggio nella bastionata e scendere lungo il ghiacciaio di Rayette, e poi giù giù fino ai pascoli e agli alpeggi…

Ore 4.30. Thè bollente e qualche biscotto. Ci serriamo dietro di noi la malconcia porta del bivacco e iniziamo il nostro viaggio. Tutto procede bene e solo le nuvole che si formano appena dopo l’alba ci impensieriscono non poco. Ma è un falso allarme e la giornata sarà magnifica.


[Salendo dalla frazione Ruz]

[passaggio al Rif. Crete Seche]

[davanti al Bivacco Spataro: studio della carta.]


[Passo di Chardoney: sullo sfondo la Becca d'Epicoun]
[La cresta e la vetta. Una cordata salita dalla svizzera ci precede]

[Silvia arriva in vetta]

[autoscatto 'a mano libera']

[Discesa per il ghiacciaio di Rayette]

[The day after: risveglio al camping Gran Combin]

4 commenti:

Alessandro ha detto...

Complimenti. La domanda sorge spontanea: i pargoli dove li avete abbandonati?

La Polisportiva ha detto...

@Alessandro, ..eh eh..abbiamo giocato il jolly: NONNI!

zucchero d'uva ha detto...

Avete fatto bene a ritornare a provare avete avuto una bella soddisfazione!
Bella la foto scattata in vetta, Silvia ha gli occhiali come i miei!

La Polisportiva ha detto...

@zucchero d'uva, Grazie, quando si può, è bello tornare a concludere quello che era rimasto a metà!

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