venerdì 10 luglio 2015

Tentato suicidio con surf

 Nel secondo giorno della vacanza itinerante, decidiamo di svoltare verso Ovest, in direzione delle famose dune di sabbia e dell'Oceano Atlantico. Per noi quattro è la prima volta qui in Acquitania. Capitiamo dunque  per caso a Seignosse, centro microscopico nonchè ridente (molto stile California), ma per fortuna dai prezzi normali e per nulla affollato. Ci piace. Tenda.

Durante la corsa mattutina con Silvia fino in riva al mare avevamo attraversato la duna raggiungendo la spiaggia di sabbia... una spiaggia sconfinata. L'oceano mi aveva stupito per la sua tranquillità, ma la prospettiva ingannava:
quelle onde bonarie che sotto costa si arrotolavano in scie bianche (per dir la verità con un bel frastuono) trasportavano ogni tanto un surfista.. che appariva minuscolo! Le onde erano molto più grosse di come apparivano.
Presto mettiamo a fuoco la situazione. Siamo vicinissimi a Hossegor, capitale mondiale (così dicono) del surf.  E' chiaro che oggi si prova! Polisportiva go surfing!

Bagnasciuga. Enri, sei sicuro? Chiede dubbiosa Silvia.. Guardo a lungo gli altri surfisti (in effetti tutti esperti..) guardo bene le onde...conviene entrare in acqua sulla destra e poi surfare nella parte sinistra. Bene. Per incominciare, mi do i seguenti due obiettivi: 1) raggiungere il largo pagaiando sdraiato sulla tavola 2) tornare a terra scivolando su di un'onda, sempre sdraiato sulla tavola. Come primo giro mi sembra onorevole nonché fattibile. Mi sbaglio.
Termina una serie di onde abbastanza impressionanti e decido di sfruttare il seguente momento di relativa calma per partire. Corsa verso l'acqua, mi sdraio sulla mia tavola (appena affittata) e mi metto a remare. Qualche onda ripida, ma niente di che.. arrivo al largo, dove mi ero prefissato. Parte 1 felicemente conclusa! Bene. Ora viene il divertimento!!

Mare relativamente calmo. I surfisti intorno a me scrutano immobili l'orizzonte e sembrano annusare l'aria (o l'onda?). Guardo anch'io ma non vedo nulla di speciale. Poi vedo... arriva una bella onda! Gli altri le remano incontro, poi all'ultimo secondo, buttano il peso in avanti e si immergono sotto l'onda abbracciati alla tavola. Wow! Figo! 3, ..2, ..1  tocca a me: eseguo il movimento così come l'ho appena visto fare ma... niente! rimango assolutamente a galla, in superficie!!! Sberla! L'onda mi investe in pieno. Purtroppo è solo l'antipasto... Mi ricompongo, ne arriva un'altra bella grossa.. ripeto l'operazione. Stesso risultato, altra sberla.. Mi assale qualche dubbio sul mio incombente destino..

Punto ancora verso il largo. La terza è assolutamente enorme e quel che è peggio è che sembra voglia proprio arrotolarsi su di me. Con la coda dell'occhio vedo sulla mia sinistra un surfista che in una frazione di secondo scatta in piedi e parte via a velocità assurda fuori dal mio campo visivo. 
Invece è chiaro che io mi sto per schiantare contro questa massa d'acqua furiosa. Istintivamente decido di provare ad attraversarla (errore! Avrei dovuto abbandonare la tavola e ficcarmi sott'acqua, ma lo imparerò il giorno dopo), stando basso e sdraiato sulla tavola. Con le mani stringo la tavola sotto alla pancia e dunque ..prendo l'onda in pieno volto. Sberla colossale! Primo brutto pensiero: forse svengo? A bocce ferme credo che sia andata così:
L'impatto mi stacca dalla tavola e mi trascina indietro. La tavola invece attraversa l'onda e viene sparata verso il cielo. Io sono centrifugato da forze oscure e trascinato verso il fondo. Opporsi è
impensabile. L'onda mi gira e mi volta come vuole mentre forti strattoni alla caviglia indicano che il surf è sbattuto in altre direzioni. Sono ancora sott'acqua e -da buon apneista- trattengo il fiato, con
calma. Ma l'onda mi gira sottosopra come vuole. Finalmente emergo. Brutti pensieri.. mi sono rotto il naso? sanguino? mi arriva la tavola in testa?? Quella pinna è tagliente come una lama!
Non ho bevuto, sono sicuro. Ma in realtà -a causa dell'impatto frontale - sono già pieno d'acqua nel naso, dentro alle orecchie, fino al cervello. Inizio a tossire.
Ne arriva un'altra e poi ancora una terza che mi strappa la tavola dalle mani con una forza assurda e mi ributta sotto. Di nuovo vengo frullato. Secondi lunghissimi... Poi finalmente mi accorgo di essere in acque più basse e alla fine tocco coi piedi! Barcollando, raggiungo la sabbia dove mi accascio, tra gli sguardi imbarazzati di Silvia e ragazzi che credevano mi stessi divertendo!
Sopravvissuto.
Che sia il caso di prendere una lezione alla surf-school che c'è all'ingresso della spiaggia?

[Spiaggiato!]








6 commenti:

franchino ha detto...

che centrifugata!
devi usare il programma d lavaggio per delicati, altrimenti ne esci tutto sgaulcito! Scherzi a parte è proprio vero che l'esperienza non è mai abbastanza!

marianorun ha detto...

Enrico, m'hai fatto rivivere le sconfitte con le onde. La forza si nasconde nei liquidi all'apparenza innocui: sei stato fortunato. E il sorrisino a riva rivela questa tua consapevolezza (profonda). Grande il coraggio, e ciò ti ha fortificato. Credo che il surf sia uno tra gli sport più difficili in assoluto! Più da acrobati che da triatleti... Divertiti con moderazione ;-) Saluti da noi!

Chiara Bossi ha detto...

uauauahh!!! mai riso tanto!!!

Enrico Franconi ha detto...

@Franchino, mah, nel film "Un mercoledì da leoni" sembrava facile... forse mi sono immedesimato troppo!

Enrico Franconi ha detto...

@Mariano, ma.. anche tu hai un conto in sospeso con le onde?? Potremmo organizzare una spedizione in Acquitania per vendicare e cancellare l'onta.. Ma servirebbe prima un corso intensivo.. a secco. :-/

Enrico Franconi ha detto...

@Chiara, uff.. ridere delle disgrazie altrui...;-)

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