venerdì 10 luglio 2009

Gran Paradiso (4062m.) - Parete Est

..un salto in Paradiso e ritorno!

Il versante Est del massiccio del GranParadiso è noto per la sua lontananza dai rifugi e la lunghezza dei sentieri d'accesso: di conseguenza è pochissimo frequentato e molto selvaggio.
La partete della montagna è caratterizzata da uno scivolo di neve e ghiaccio fino a 50° e lungo 400m. La neve, data l'esposizione al sole del mattino, diventa presto cedevole. La quota e l'aria dei 4000 m. contribuisce a rendere il tutto più magico oltre che ..più faticoso.
Insomma, un posto in cui prima o poi val la pena di cacciare il naso..


[Partenza da Valnontey: prima della cura!]

Sabato 4.

Con Silvia e Lorenzo, lasciata un'auto a Sarre (infatti prevediamo di scendere per la Valsavara) ci rechiamo a Cogne e, con l'intera giornata a disposizione, ci avviamo fiduciosi (nel meteo, che è previsto si guasti nel pomeriggio) verso la testata della Valnontey. Tutta la valle riporta chiari i segni del terribile inverno: ponti crollati per il peso della neve, boschi distrutti dalle slavine, ecc.



[il ponte dell'Eufralet è crollato, ma si passa comunque. La freccia rossa indica l'incredibile locazione dei due bivacchi]



[Lorenzo con i resti di un piccolo camoscio]

Obiettivo della giornata è arrivare ai bivacchi Pol e Grappein, che le carte danno 1500 m. più in alto e a circa 6 ore di distanza da noi.

[Silvia attraversa i nevai, nella parte alta del percorso]


Raggiunta la testata della valle le frecce gialle che segnano la traccia portano su una ripida morena e quindi sui primi passaggi attrezzati (catene).

Da qui in poi i segni diventano a male a pena visibili, così come il giusto percorso, e tra cenge, passaggi esposti, traversi, nevai e roccette guadagnamo finalmente il Pol (4 posti) e subito dopo il Grappein, leggermente più grande (9 posti) a quota 3200m, nel quale ci stabiliamo. 30 minuti più tardi inizia il previsto temporale. Appena in tempo!

[Biv. Grappein, ...temporale in arrivo!]


Il resto della giornata passa tra varie attività di cucina, paziente raccolta d'acqua di fusione, sonnecchiamenti e ..scongiuri sul meteo, che però si mantiene brutto fino a sera.

Domenica 5.

Consueta sveglia ore 2. ..stellato!!! Le previsioni dunque dicevano il vero. Buona colazione e via con le frontali, poichè la luna -pur quasi piena - in realtà ci rimane nascosta.

[sosta, prima di affrontare la terminale]


Attraversiamo la notte guidati da Lorenzo fino alla base della Torre di Ceresole. Qui pieghiamo a destra e puntiamo, con grande attenzione ai crepacci, alla base della nostra parete che ora diventa ben visibile. Qui passo avanti io e - superata in modo poco elegante ma efficace la crepaccia terminale - iniziamo la risalita della parete vera e propria. Questa si rivela molto faticosa a causa della poca consistenza della neve specialmente a partire dalla parte centrale in su. 4 ore per la parete, che normalmente ne richiede da 2 a 3.





[Nella parte centrale]

[Verso la fine della parete, quasi in cresta]




[Silvia ed io in vetta]

[Lorenzo e Silvia in vetta]


Raggiunta finalmente la cresta, preceduti da una cordata che è appena uscita dalla parete nord, la percorriamo fino alla piccola madonnina che ne segna la vetta.
La giornata è splendida. Sul versante opposto si accalcano decine di alpinisti che sono saliti dai rifugi Vittorio Emanuele e Chabod. Per noi sarà la via di discesa, veloce e sicura, anche se dovesse peggiorare il tempo, cosa prevista ma che non si verifica.

Scesi dunque a Pont in circa 4 ore, recuperiamo le auto con efficace combinazione di autostop (Silvia) e pullman (Lorenzo ed io).


[Dalla vetta, verso la via normale]

6 commenti:

stoppre ha detto...

bellissimo, però io alle 2 di notte stò ancora bevendo l'ultima birra, tu hai pane e nutella !!!
complimenti per fare quello che fate, ci vanno i controcoglioni.

La Polisportiva ha detto...

le levatacce fan parte del gioco, ma volte sono un po' più umane.
Tutto sommato è come fare una bella gara podistica, con la differenza che non puoi ritirarti.
Nessun controcoglione necessario!

... E io corro! ha detto...

Perché dalle gare podistiche ci si può ritirare?? Buono a sapersi! ;)

Bravissimi veramente se "la polisportiva Franconi" fosse una serie tv avrebbe sicuramente più audience di Lost!

Alessandro ha detto...

Uffi...sarei venuto anch'io sul Gran Paradiso se non fosse un po' fuori mano :-(. Però la nord è un po' che macina nei pensieri :-D chissà.
Ciao atleti

the yogi ha detto...

ma voi... una passeggiata in centro mai, eh?! ;D che storia....

La Polisportiva ha detto...

@eiocorro, hai ragione: ritirarsi mai, piuttosto ultimi, ma con onore!

@Alessandro, Nord del Grampa dicono adesso con molto ghiaccio..meglio rimandare.

@Yogi, effettivamente abito a Torino, ma mica la conosco!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
.