domenica 21 febbraio 2010

Cascata di Loo

Oggi, con Lorenzo, abbiamo salito la cascata di Loo, nella valle di Gressoney.
Si tratta di una cascata non difficile (65°-75°, D-, 150m) che peraltro si forma abbastanza raramente, vista la quota bassa in valle e la grande portata d’acqua, e che quindi tende a gelare con difficoltà. Inoltre è priva di pericoli oggettivi, non essendoci al di sopra nessun pendio di accumulo di neve (pericolo slavine), caduta abbondante l’altro ieri e grande elemento di rischio in questi giorni assieme al vento di foen che ha soffiato fortissimo ieri.
Oggi l’aria è di nuovo fredda (-10° alla partenza). Siamo comunque rassegnati a finire la giornata bagnati fradici, essendo che già dalla macchina si vede chiaramente l’uscita del flusso che cola copiosamente. Per me oggi la giornata ha il significato di una ripresa, visto che l’ultima cascata l’avevo salita nel 2007.

Dunque si parte. Percorriamo facilmente il letto del torrente Loo fino all’inizio del prima salto, per la verità per nulla invitante dato il pessimo stato del ghiaccio sotto al quale, in trasparenza, scorre vorticosa l’acqua, che si raccoglie in una profonda pozza alla base. Tiro da 30m che supero io, tutto sulla destra.

In cima, proseguiamo nuovamente lungo al torrente, fino alla base del secondo salto, più imponente. Lo supera Lorenzo, facendo filare tutti i 55m. di corda e sostando in un diedrino tra il ghiaccio e la roccia. Raggiuntolo, proseguo ancora 30 m. fino in cima al salto.

 [Il secondo imponente salto]

[Lorenzo sul secondo salto]

Si è ora alla base del terzo salto, il più delicato a causa della abbondante presenza d’acqua che scorre libera nel centro della cascata e sotto al ghiaccio della parte destra. Questa parte sta già cedendo, data lo spessore esiguo e l’esposizione al sole: c’è una grossa frattura orizzontale che parla molto chiaro..
[Lorenzo sosta all'inizio del terzo salto]

L’unica parte che è sensato salire è a destra, un tiro di corda con una divertente sezione verticale iniziale di circa 4m. Qui salgo su ghiaccio è estremamente plastico e “facile” per le punte delle picche e dei ramponi. Tiro da 55 m.  Dal pianoro sommatale non resta che scendere per canalini prima (molta neve!) e il bosco poi fino alla macchina.
Bellissima giornata in ambiente solitario e suggestivo, grazie alla molta neve e all’isolamento.


[Vista dalla macchina: sono visibili il secondo e il terzo salto, mentre il primo rimane nascosto dagli alberi]


[Misteriose tracce di animali sui tronchi nel bosco]


[Le belle case della frazione di Pont Sec, alla partenza]

3 commenti:

Ciccò ha detto...

alè!
picche e ramponi sono attaccati al chiodo da quando mia moglie mi ha severamente vietato qualsiasi cascata (... ma c'è il motivo!)

alessandro ha detto...

ma che sei impazzito??? ti sei rimesso a fare cascate, incredibile!!!!!!! :o)

La Polisportiva ha detto...

@ciccò, va be', ma ci sono sempre le pareti nord, i coluir... :-) Mi auguro che il motivo non sia legato a brutte esperienze..:-(

@ale, ma perchè, non si può più?? Una spicozzata ogni tanto fa solo bene, fa ritornare bambini per qualche ora..

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