mercoledì 16 marzo 2016

Cartopping solo con Lavitator2

[fuori dalle tenebre!]
In attesa di cimentarmi con il vento e le onde (arditi progetti sono a calendario 2016!), Sabato scorso mi sono messo alla prova con un cartopping di Mira, ..in solitario . Operazione per nulla scontata in quanto la barchetta che è lunga 4,75m, pesa circa 65 Kg.
Per l'occasione collaudo il Levitator2 cioè il sistema di carico sul Doblò, evoluzione della prima versione "a gradini" usata l'anno scorso. Ebbene, è stato un successo, non ostante sia ancora  migliorabile.
L'operazione di carico mi è costata ben 4 ore (il doppio di quelle che avevo previsto), ma parte del tempo è servita anche a completare la rampa stessa. L'obiettivo per il futuro sarà stare dentro l'ora.

Il sistema adottato prevede due rampe oblique (in legno) con inclinazione 60° e vincolate mediante un perno in acciaio ad una delle estremità delle due barre portatutto. Le operazioni di carico sono:
  1. Portare lo scafo a fianco della rampa (tramite l'invaso con ruote)
  2. fissare due punti della falchetta a contatto con le rampe di carico (faranno da perno)
  3. approntare un paranco 1-a-4 sull'altra falchetta (che dovrà ruorare completamente)
  4. azionare il paranco
  5. sistemare e fissare lo scafo ormai salito sul tetto
Detta così sembra facile. In realtà la grande paura era di danneggiare lo scafo, ma è andadto tutto molto bene.
Anche il viaggio verso il Lago di Viverone -fatto tutto a 80Km/h- è stato tranquillo.

Ah dimenticavo.. la scarico della creatura a Viverone sempre da solo e ..nel buio più totale!

[lo scafo accostato alle rampe di carico]
[preparazione del paranco e dei due punti fissi della falchetta]
[lo scafo ribaltato grazie al paranco]
[azionando ancora il paranco lo scafo sale sul tetto]

5 commenti:

Francesco Lenzi ha detto...

Bellissimo, Bravo!
E' stato buffo constatare che anche te non hai affatto menzionato il timore di danneggiare l'auto :-D. Quest'estate a Bolsena uno che mi guardava mentre scaricavo da solo mi ha detto "oh, stia attento a non rigare l'auto" e io gli ho risposto "ma cosa dice, a me importa solo della barca!"

Anonimo ha detto...

Ciao Enrico,
Un suggerimento per semplificare e velocizzare il carico di Mira.
Rendi i due 'scivoli'solidali (una x in legno o profilato tra le due ed un profilato alla base)e metti una 'stampella', dell'altezza del portabarca, articolata nel mezzo del profilato alla base o due all'estremità degli scivoli.
Una volta che hai appoggiato Mira sugli scivoli, non ti resta che sollevarla, la stampella (posizionata verso la macchina)si appoggerà a terra e tu fai scivolare Mira all'orizzontale sul portabarca. Sollevare Mira fissata sugli scivoli dovrebbe essere facile, perché hai il punto fisso al portabarca e quindi sarai in una posizione più corretta e stabile.
Metti quattro stracci (o sistemi più raffinati) sulle falchette nei punti di frizione con gli scivoli per evitare di rigaare le medesime.
Boun vento, Guido
P.S.: o vado ad allenarmi a Lourdes, o la vedo dura per la Vogalonga... :-((

Enrico Franconi ha detto...

@Francesco, ah ah! Sono assolutamente d'accordo con te!

Enrico Franconi ha detto...

@Guido, l'idea della stampella è interessante, ma in pratica quando sei con lo scafo ribaltato a metà degli scivoli il gioco è quasi già fatto.
Quello che invece è da mogliorare è mettere qualcosa di serio a protezione delle falchette, che comunque un pochino hanno patito. Un altro aspetto da migliorare è il settaggio di tutto il sistema: ha richiesto un sacco di tempo! L'ho composto usando i bozzelli del circuito scotta randa più 2 bozzelli alpinistici, più qualche moschettone compreso in mezzo barcaiolo per bloccare il carico in qualsiasi momento (es. Quando ho fatto la foto) fissato al telaio sotto la portiera. In futuro vorrei standardizzare il paranco per evitare di perdere tempo nell'assemblarlo.
Inoltre ripetere qualche volta l'esercizio creerà gli automatismi che oggi mancano.

Per l'allenamento alla Vogalonga anche io sono a zero! Conto con l'arrivo dell'ora legale di poter fare qualche allenamento serale sul lago.
A presto!

marianorun ha detto...

Ammiro l'entusiasmo e la tecnica ingegneristica che dosi con grande senso pratico. Il "fin che la barca va..." viene dunque ribaltato in "prendi la barca e va"... Lontano! ;-)

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