venerdì 27 ottobre 2017

Viverone con furore

Domenica, 22 Ottobre. Giornata atipica al lago di Viverone dove per l'occasione si tiene l'attesa Regata dei Trofei. Essendo ammesse tutte le classi, dalle derive ai cabinati, ci sono in acqua un bel po' di barche. Io sono schierato con Mira (qualcuno avevo qualche dubbio?), pieno di buone intenzioni.

Ore 12.00. L'inizio non è dei più promettenti: vento assente e una densa foschia che tinge delle stesse sfumature sia l'acqua che il cielo, creando comunque un suggestivo contorno. La partenza è sospesa in attesa che le bave d'aria -che pur ci sono ma solo a tratti- si stabilizzino. Il colpo di grazia alla regata arriva allorchè annunciato da
un rumore sordo il primo Canadair sorvola il lago per prelevare acqua e riprende quota. A breve un comunicato della Protezione Civile avvisa il comitato di regata di lasciare libero un corridoio sul lago: essendo in corso un grosso incendio le passate dei Canadair (sono poi due) si seguiranno fino a sera. Dunque regata rinviata ad altra data. Tutti a terra.. 

Tuttavia un po' di vento sta arrivando quindi in molti si intrattengono a tirare bordi davanti ai rispettivi circoli velici. E' intorno alle 15 che arriva l'Aosta, ovvero il Foen, forte vento di caduta che scende violento verso sud dai monti. In meno di 10 minuti si abbatte sul lago alzando immediatamente onda, amplificata anche dal basso fondale che c'è vicino al circolo della LNI.

Vediamolo dunque questo Aosta di cui si sente parlare ma che non ho mai visto sul lago. Prima dell'arrivo della botta, avrei il tempo di prendere i terzaroli ma, essendo in assetto da regata colgo la sfida e attendo l'urto con i miei 10mq di vela. Bene. Non c'è storia: alla seconda raffica scuffio senza la minima possibilità di oppormi alla forza del vento. La barca si corica sottovento e io scavalco sopravento sulla deriva. In un attimo la raddrizzo ma è piena d'acqua. Ammaino al volo la vela e inizio l'operazione di sgottaggio con la tanica-sassola da 5 litri. Ci vogliono 20 minuti buoni per tornare ad un livello accettabile di galleggiabilità.
Nel frattempo sono scarrocciato verso il Camping al Sole. Una spiaggia di ciottoli è un approdo perfetto per la situazione. Sistemata la barca, la riporto via terra al circolo, distante 500 m.










2 commenti:

robiflinstone ha detto...

Caro Enrico, vale il detto che quando si pensa di prendere una mano di terzaroli si e' gia' in leggero ritardo rispetto a quando si sarebbe dovuta fare la manovra. :)

Enrico ha detto...

Roby, assolutamente vero! Tutta esperienza..

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