giovedì 29 settembre 2016

Mira e il fantastico giro del Lago di Como (parte 3/3)

[Risveglio]
Sabato 27 Agosto. Buon risveglio a bordo, dopo alla notte trascorsa alla boa sotto alla tetra Villa Troubeskoj a Blevio. In realtà ieri sera ho faticato a prendere sonno e non solo a causa della posizione scomoda (in due c'è veramente poco spazio) ma anche per le mani indolenzite. Ma la stanchezza generale alla fine ha consentito un sonno riposante.

Ci prendiamo tutto il tempo per la colazione e i preparativi. Oggi si torna a Colico (almeno ci proviamo) e navigheremo sempre puntando a Nord.
Da Blevio prendiamo il largo con un leggero Tivano, quindi di bolina. Ma dura poco.
Mio malgrado spuntano di nuovo i remi. Senza forzare, con ritmo, ci godiamo gli scorci e i dettagli delle sponde. Avrò remato un paio d'ore? Poco dopo il paese di Nesso inizia una leggera Breva, che non ci lasciamo sfuggire.
L'Isola Comacina, già raggiunta l'anno scorso, è tappa obbligata anche ora: ci arriviamo al gran lasco, lentamente, sotto ad un solleone. Dopo esserci attaccati ad una delle boe comunali vicino all'isola ci concediamo un bagno rinfrescante con tanto di tuffi dalla panca centrale. Poi prendiamo terra a Sala Comacina: essendo il pontile dei transiti già occupato, arriviamo di prua direttamente sulla spiaggetta della piazza del paese, ormeggiandoci di poppa ad una boa. Rifornimento d'acqua alla fontana, poi bar e caffè.

La navigazione riprende con qualche perplessità: la Breva sembrava arrivata, ma in realtà solo in alcuni punti del lago. Non ho più voglia di usare i remi ma a tratti devo comunque farlo per garantire una velocità decente: il vento di spinge solo a un nodo o meno.
A Bellagio è finalmente Breva e i remi sono riposti per sempre: due, tre quattro nodi... più saliamo verso Nord, più il vento aumenta. Davanti a Bellano tocchiamo sei nodi di poppa, poi il GPS inizia a segnare sempre più frequentemente sette nodi. Troppo rischio per il Goat Island in modalità crociera. Prima di Dervio ci mettiamo prua al vento e prendiamo due mani di terzaroli. Ci volevano: la velocità sembra rimasta la stessa ma la barca è molto più stabile. Passiamo veloci davanti a Piona. Poco prima di Colico accade quello che avrebbe potuto essere un bell'incidente, ma che si risolve solo con un po' di spavento: strambata con bomata in testa per Silvia, per fortuna colpita solo di sctriscio.
Sono circa le 17 quando atterriamo a Colico.
Tre giorni e due notti in barca. 90,2 miglia nautiche. Un giro fantastico che ha dimostrato le potenzialità del Goat Island Skiff come barca ottima per il campeggio nautico, con i punti di forza nella velocità e nella capacità di carico.
E siccome l'appetito vien mangiando, penso già ad un nuovo possibile avventuroso itinerario. Vederemo!


[Ormeggio a Sala Comacina]

[Traccia GPS del 27/8]

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti,gran bella avventura.
Hai idea di quanta parte del percorso hai fatto remando?
Ciao
Adb

Enrico Franconi ha detto...

Ciao Adb, grazie. In pratica ho usato i remi tra la fine del Tivano e l'inizio della Breva, che bene o male si alternano sempre nel ramo di Lecco e in quello di Colico. E comunque li usavo ogni volta che la mia velocità scendeva a un nodo o meno. Avrò remato il 10% del tempo. Il ramo di Como invece pare che per grande parte non abbia proprio vento. Qui stimo di aver remato il 50% del tempo, forse anche più.
In generale, secondo me è comunque necessario avere una propulsione alternativa alla vela che siano remi o anche un piccolo motore. Ciao

Anonimo ha detto...

Grande Enrico!
Ciao,
Matteo

Enrico Franconi ha detto...

Ciao Matteo,
grazie!

un caro saluto!

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