giovedì 3 novembre 2016

Liguria sailing #1, Da Bocca di Magra a Levanto

[La giornata sta finendo]
Le mie Cinque Terre, come in una foto in negativo, rivelano un profilo e una dimensione che non ti immagini: non il verde, la terra e i borghi assopiti e affollati, ma  le onde che che sollevano Mira e si frangono sulla costa, rendendo tutto instabile e mutevole. Una prospettiva insolita. Le Cinque Terre le abbiamo navigate con nessuno attorno, eccetto un meraviglioso legno a due alberi incrociato davanti a Manarola. Cinque Terre fuori dal tempo.

Il sogno prende forma: le previsioni per il weekend danno molte nuvole e molta pioggia. Però danno il
vento: quanto basta e soprattutto a favore. In questa stagione non è consigliabile aspettare troppo, perchè più si va avanti e più è difficile trovare le condizioni favorevoli. Dunque si va!
Con Nic, compagno in tante avventure, molliamo gli ormeggi da Bocca di Magra alle 10.30 di Sabato 22 Ottobre, dopo una levataccia da Torino e un viaggio in autostrada sotto a intermittenti scrosci d'acqua.

Siamo determinati ad attraversare il Golfo di La Spezia e risalire la costa verso Ovest fin dove riusciremo. Se le condizioni saranno ancora decenti riprenderemo a navigare Domenica, per poi lasciare Mira da qualche parte.  Nel caso, abbiamo con noi l'occorrente per campeggiare.

10:30 appunto, lasciamo Bocca di Magra e i suoi marina già in assetto invernale, con pontili semivuoti e barche in fase di rimessaggio. Nicola rema lungo i 2 Km di fiume che portano al mare. Morale altissimo e rimarrà tale per tutto il giorno. Ma l'inizio non è dei più incoraggianti: no vento, quindi remi. Facciamo un po' a turno. Si paventa la possibilità per oggi di arrivare solo a Portovenere, che sarebbe un bello smacco. La crociera costiera, soprattutto quella senza l'ausilio di un motore, è così: si prende quello che arriva. E di conseguenza i tempi di percorrenza di dilatano e si restringono in maniera stupefacente.
Invece, poco dopo aver scapolato Punta Bianca, il vento arriva e con lui un bel groppo di pioggia. Procediamo mure a dritta di bolina, verso un' Isola Palmaria che è quasi scomparsa in una cortina di nebbia. La Spezia è invisibile. Pioggia e ancora pioggia. Sulla vela, nella barca, sull'acqua. Speriamo che la roba nelle nostre borse rimanga asciutta.

Il nostro angolo di bolina ci porta fin sotto lo scoglio della Torre Scola, e da qui con due virate nel canale tra la Palmaria e la costa. Il momento è magico: finalmente possiamo poggiare un po', il vento rinforza e Mira fila tra 5 e più nodi. La pioggia ha smesso di cadere. L'aria è fresca e ci passa a dritta l'ingresso di Portovenere mentre noi puntiamo al passaggio, sempre più stretto...

[La traccia GPS del 22-10-16]
Inizia a sfilare la costa verticale e brulla del Muzzerone. Al lasco, a sei sette nodi (qualche punta a otto) mure a dritta, ne stiamo a debita distanza. In fondo lontano il sinistro Scoglio Ferale è il nostro primo riferimento. Successivamente il vento diventa più incostante in intensità, calando in corrispondenza degli speroni rocciosi che entrano in mare per poi aumentare in corrispondenza delle valli della costa. Punta Monersteroli, Scoglio Grimaldo, Punta Castagna, il capo di Montenegro e le sue mede gialle e finalmente Riomaggiore, la prima delle Cinque Terre e quindi Manarola. Fin qui siamo andati in carrozza, ma ora il vento cala del tutto. Non ci possiamo permettere di fare meno di un nodo. Dunque fuori i remi!
E' un remare piacevole, chiacchierando e mangiucchiando. Anche il sole è ricomparso su un mare placido. Corniglia, l'unica senza un approdo. Vernazza, la più invitante avendo il porticciolo più protetto di tutte. Remando blandamente facciamo due nodi emmezzo circa. E' chiaro a questo punto che Levanto è la meta per oggi. Ed è una gran cosa perchè dai nostri calcoli ci volevano 25 miglia per raggiungerla. Scapoliamo la rocciosa e ripidissima Punta Mesco, area protetta quando arriva l'ultima sorpresa del giorno: nuovo vento.

Una ventata improvvisa ci da la possibilità di chiudere la giornata in bellezza: via i remi, su la vela e Mira scatta avanti a quattro nodi. E' una bolina verso terra, verso le prime luci di Levanto, essendo che il sole sta tramontando proprio in questo momento. Spettacolare.

Passata la piccola diga di protezione atterriamo sulla spiaggia di sabbia. Nessuno in giro. Con calma gonfiamo i due rulli di alaggio e tiriamo in secco Mira, al sicuro dalle onde. Indossati abiti civili ci inoltriamo nel formidabile paese in cerca di un ristorate e un bed&brekfast. Grande soddisfazione. Grandissima Mira.




[appena partiti, verso Punta Bianca]


[passaggio di Punta Mesco]


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Basta commenti,sono tutti superflui...Meravigliosa
Dovresti pubblicare un libro.."Dagli Appennini alle Onde" per es....(comprese anche quelle lacustri)
Tanto di cappello e auguri per ogni prossima avventura a Te,a Silvia,a Carola,a Emanuele-e ai mici
La Puchs

ps mi pare che l'orologio in fondo a tutto sia rimasto con l'ora legale-se sbaglio scusami


robiflinstone ha detto...

...... ma che bella storia, bravi!!!

Acquanic ha detto...

Bravo Enrico! Il viaggio è davvero raccontato molto bene, bellissimo citare i promontori con questi nomi meravigliosi che avevo già dimenticato...

Enrico Franconi ha detto...

@Puchs, ah ah!!! Dagli Appennini alle onde è proprio bella! Comunque questo blog è in fondo un piccolo libro.
Orologio in fondo aggiornato. Grazie, o lettrice attenta!

Enrico Franconi ha detto...

@Robiflinstone, grazie!! Detto da te ha per me una grande valenza!

Enrico Franconi ha detto...

@Nic, caro compagno di avventura, grazie a te per la fiducia nel sottoscritto e nella barca! Non da tutti. Ora non riesco a non pensare alle prossime tappe nel ponente ligure!

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